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| C.c.r.
Ispra - I sindacati mantengono alta la
guardia sulle azioni da intraprendere per i duecento tagli in previsione. A cambiare le
carte in tavola potrebbe essere una istanza che si aprirà la settimana prossima |
| Nessuno sciopero,
almeno per il momento |
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| "Non ci
sarà nessuno sciopero" dicono dalle segreterie dei sindacati del Ccr isprese.
E stato proclamato, così come ritirato. Lo sciopero che i sindacati dei laboratori
di ricerca avevano indetto per lunedì prossimo, diciannove marzo, non ci sarà più. Ma i
duecento posti, minacciati dalla ristrutturazione,
continuano a mantenere in allerta i sindacati, che non escludono una mobilitazione entro
la fine del mese. Una decisione che le rappresentanze dei dipendenti del centro di
ricerca avevano già preso nei giorni scorsi. Resta quindi da chiedersi il motivo di
quella che si annuncia comunque una tregua. Indiscrezioni parlano dellapertura di
unistanza, vale a dire di un tavolo di negoziazione, fra la commissione e le Osp,
(Organizzazioni sindacali e professionali), che andrà ad analizzare tutti gli argomenti relativi alla proposta di
riforma della Commissione in materia di politica del personale. Riforma o
"razionalizzazione". Come laveva definita Romano Prodi, presidente della
Commissione europea, nella sua visita del novembre scorso
al Ccr. E nella quale rientra anche la ristrutturazione dei centri comunitari per la
ricerca, con i tanti temuti ridimensionamenti del personale.
Si tratta di una squadra esperti di alto livello, composta da dodici membri designati
dalla commissione e dodici in rappresentanza del personale, presieduta da un esperto
conoscitore della macchina amministrativa. Nella rosa dei candidati per la presidenza di
questo tavolo di negoziazione sarebbe apparso anche il nome di un ex funzionario del
centro isprese, Pandolfi, ma la scelta sarebbe poi ricaduta su un altro superesperto di
nazionalità irlandese.
I lavori del gruppo inizieranno la settimana prossima e dovrebbero concludersi entro
luglio. Potrebbe dunque trattarsi dellapertura di uno spiraglio sulla nube gettata
dalla riforma della commissione. E i sindacati starebbero valutando il tipo di azioni da
intraprendere in base al lavori che si stanno avviando. Linserimento dei tagli al
Ccr nei dossier più caldi, potrebbe calmare i rappresentanti dei ricercatori, o nel caso
di una esclusione farli proseguire sulla via dello sciopero.
I milleseicento dipendenti del centro isprese potrebbero quindi incrociare le braccia,
depositare le loro provette e chiudere i laboratori. Un fatto inconsueto e sintomo della
crisi che lannunciata riforma e le difficoltà a dialogare con i vertici della
Commissione hanno diffuso fra i ricercatori. "Ricerca accusano gli esponenti
della Cisl ricerca non sostenuta come in passato dallItalia, che nella
Comunità ha il compito di gestire e di essere la custode della ricerca comunitaria".
Giovanni Luigi Franchello dell'Usi (Unione sindacale di Ispra) vede gli effetti della
riforma nel Ccr parallelamente a quelli nella Commissione. "La questione e' che si
vuol trasformare la Commissione in un insieme di meri esecutori e non piu' di
"militanti del processo di unificazione europeo" come invece la parte
intellettuale dei sindacati di Bruxelles vogliono che rimanga ha dichiarato
Franchello - lo stesso per il Ccr: nella sua visita Prodi aveva detto che lo scopo del Ccr
non era quello di fare avanzare la scienza, e avere dei premi nobel, ma di avere
funzionari a pieno titolo nella Commissione, per fornire pareri scientifici e tecnici per
l' implementazione delle Politiche Comunitarie, avvalendosi delle competenze a livello
nazionale, in ogni caso si vuole togliere la parte intelligente dei nostri compiti, farci
diventare semplici amministratori, ricorrendo a contratti temporanei per i gradi più
elevati, carriere più lente nella maggioranza dei casi, più veloci per i "solerti
funzionari"."
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| Catia
Spagnolo
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