I combustibili
tossici e pericolosi che si andranno a bruciare alla Merone riempiono ancora la sala ex
Enal di Varano Borghi. Trecento persone hanno partecipato ieri sera allincontro
promosso dallassociazione ternatese per l'ambiente e la cultura il Gobbino e dal
comitato dei sindaci che nei loro consigli comunali hanno votato per la revoca della
delibera regionale, che a giorni porterà la Cementeria di Ternate ad annoverare fra i
suoi combustibili anche gli alternativi. Unassemblea, come hanno spiegato i
promotori, per aggiornare e per individuare le possibili azioni da svolgere prima e dopo
gli esiti del ricorso presentato al Tar, il tribunale amministrativo lombardo, portato
avanti dai comuni del consorzio del Lago di Monate avente oggetto la revoca della
delibera. E proprio per individuare possibili azioni da intraprendere, che sono stati
invitati e hanno partecipato allincontro i politici locali. Fra i presenti i
consiglieri regionali Giovanni Martina del Prc, Gianpiero Reguzzoni della Lega Nord, i
consiglieri provinciali Stefano Tosi dellUlivo e Graziano Maffioli del Ccd. Assenti
giustificati il deputato Giancarlo Giorgetti, Giuseppe Adamoli e Massimo Buscemi. Cercare
il confronto, maggiori informazioni e da parte dei consiglieri regionali presenti,
limpegno a lavorare per ottenere celermente dei monitoraggi costanti e intensi
sullattività della Merone, premere per fare in modo che sindaci, comitati,
cittadini possano ottenere audizioni in primis con la commissione ambiente della Regione:
queste sono le proposte su cui hanno concordato i politici. In disaccordo invece
sullinvito ad unazione più eclatante dei cittadini, manifestazione o
presidio, proposta dal consigliere Martina.
Assente ancora una volta il sindaco di Ternate Elena Sessa. Che proprio per ieri sera
aveva indetto un consiglio comunale. E che comunque avrebbe nuovamente declinato
linvito del Gobbino dai "toni non consoni alla sua persona". Così ha
giustificato lennesimo rifiuto al confronto. E la difficoltà di ottenere un
confronto e di reperire informazioni anche da giornalista è stata testimoniata dal
moderatore della serata, il direttore di Rete 55 Gianluigi Paragone.
Del difetto di informazione e dei vizi formali delliter cha ha portato alla
delibera regionale ha ampiamente parlato lavvocato Emanuele Boscolo, il legale dei
comuni che hanno presentato il ricorso al Tar. "Il procedimento regionale è stato
singolare ha spiegato lavvocato si è incentrato su una conferenza dei
servizi cui è mancato un dato fondamentale, il confronto sincronico di tutti i
servizi". "Il sistema cortocircuita per difetto di informazione" ha poi
aggiunto, mettendo sul tavolo le violazioni metodologiche che hanno portato ad una
"decisione unilaterale ed eterodiretta".
Molti ancora gli interventi dal palco, del coordinatore dei sindaci Giovanni Franzetti,
del presidente del consorzio del Lago di Monate Giovanni Bianchi, di Giovanni Ravasi e
Tito Tommasini del Gobbino. E molti sono stati anche gli interventi dal pubblico. A volte
eccessivi, forse anche per la rabbia dei cittadini comuni di essere stati relegati alla
funzione di spettatori in decisioni importanti, ma certamente presenti. Come dimostra lo
stesso intervento di un giovane. Il primo nella storia di questa mobilitazione. "Fra
trentanni queste vicende apparterranno al passato, ma noi probabilmente pagheremo
ancora i debiti contratti da altri e rivolto ai sindaci - non sarebbe finalmente
opportuno avere una visione che vada oltre il proprio pollaio?". Un invito a
progettare un percorso che vada oltre i confini territoriali. Anche questo può servire
alla salvaguardia del territorio.