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Ore 16.33.49
Giorno
07/06/07
 
Varese - A Lugano incontro tra Fumagalli e i parlamentari elvetici: dalla Valceresio passeranno anche i treni merci
Varese si candida all'alta capacità. Sea e Comune di Milano dicono sì

Anche Varese si candida per l’alta capacità: il collegamento tra Lugano e Malpensa dovrà avvenire su una linea a doppio binario in grado di ospitare il traffico merci; è quanto è scaturito dall’incontro tra i rappresentanti delle forze politiche varesine e i parlamentari elvetici svoltosi nei giorni scorsi a Lugano. Palazzo Estense ha inoltre portato "in dote" oltre frontiera l’appoggio al progetto ricevuto dalla Sea e dai comuni di Milano, Como, Torino. Ci muoviamo ancora nel campo delle intenzioni ma è chiaro che da oggi Varese esce allo scoperto: il nuovo collegamento ferroviario non sarà – se non nella sua prima fase – un semplice servizio passeggeri ma punterà a qualcosa di più ambizioso ed economicamente di maggiore spessore. Il bilancio dell’incontro è stato fatto ieri mattina dal sindaco Aldo Fumagalli e dal responsabile del piano strategico Arturo Bortoluzzi, entrambi presenti a Lugano. "E’ stato messo a fuoco un concetto fondamentale – spiega Bortoluzzi – con l’apertura di Alptransit, il collegamente ferroviario ad alta velocità tra Lugano e il Nord Europa, la Svizzera punta a mettere su rotaia gran parte del suo traffico, sia passeggeri che merci ed è fortemente interessata al collegamento con Malpensa. L’Italia non potrà intasare oltre misura il nodo ferroviario di Milano; dunque questo traffico dovrà diramarsi lungo tre direttrici: uno è l’asse Chiasso – Milano, l’altro quello che scende da Bellinzona e Luino e il terzo passerà da Varese. Anche questa sarà una linea ad alta capacità".

Tradotto in soldoni: dovrà essere rifatta la linea, specie quella tra Varese e Porto Ceresio, attualmente a un binario solo: servono due binari, serve una sede ferroviaria più solida e ampia. Insomma, per tutta la zona della Valceresio sarà un cambiamento notevole. "Da parte nostra – ha precisato Fumagalli – abbiamo detto che tutto dovrà avvenire nel rispetto dell’ambiente e dalla qualità della vita dei paesi: dunque devono essere previste, dove necessario, interramenti di binari, sovrappassi, insonorizzazioni". I piani attuali prevedono che la linea Lugano – Varese – Malpensa funzioni come servizio passeggeri a partire dal 2007 ma in futuro anche i container potrebbero servirsi di quella tratta. È ad esempio l’auspicio di una lettera inviata nei giorni scorsi a Fumagalli dal presidente della Sea Giorgio Fossa, interessato a far funzionare al meglio la nascente Cargo City di Malpensa. Gli esperti svizzeri, dal canto loro hanno sottolineato che, qualora le merci dovessero avere la strada sbarrata, il costo d’esercizio sarebbe ampiamente deficitario (a tariffe italiane) o faticosamente in pareggio (a tariffe svizzere assai più care); e comunque sarebbe necessario puntare su un numero enorme di passeggeri. Si punta dunque sulle merci, che se da un lato richiedono un intervento strutturale di grande impatto, dall’altro possono avere un beneficio ecologico. Fumagalli ha fatto notare alla controparte elvetica che, per l’inadeguatezza delle ferrovie, oggi 600 mila tonnellate l’anno di merci viaggiano sulle strade del nord Italia, da o verso aeroporti del nord Europa. L’incontro di Lugano è stato spnsorizzato dalla Bnl: non è un dato marginale, si tratta invece di uno dei primi soggetti privati che fa capolino nella realizzazione di opere previste dal piano strategico di Varese.

Claudio Del Frate

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