Anche Varese si candida per lalta capacità: il
collegamento tra Lugano e Malpensa dovrà avvenire su una linea a doppio binario in grado
di ospitare il traffico merci; è quanto è scaturito dallincontro tra i
rappresentanti delle forze politiche varesine e i parlamentari elvetici svoltosi nei
giorni scorsi a Lugano. Palazzo Estense ha inoltre portato "in dote" oltre
frontiera lappoggio al progetto ricevuto dalla Sea e dai comuni di Milano, Como,
Torino. Ci muoviamo ancora nel campo delle intenzioni ma è chiaro che da oggi Varese esce
allo scoperto: il nuovo collegamento ferroviario non sarà se non nella sua prima
fase un semplice servizio passeggeri ma punterà a qualcosa di più ambizioso ed
economicamente di maggiore spessore. Il bilancio dellincontro è stato fatto ieri
mattina dal sindaco Aldo Fumagalli e dal responsabile del piano strategico Arturo
Bortoluzzi, entrambi presenti a Lugano. "E stato messo a fuoco un concetto
fondamentale spiega Bortoluzzi con lapertura di Alptransit, il
collegamente ferroviario ad alta velocità tra Lugano e il Nord Europa, la Svizzera punta
a mettere su rotaia gran parte del suo traffico, sia passeggeri che merci ed è fortemente
interessata al collegamento con Malpensa. LItalia non potrà intasare oltre misura
il nodo ferroviario di Milano; dunque questo traffico dovrà diramarsi lungo tre
direttrici: uno è lasse Chiasso Milano, laltro quello che scende da
Bellinzona e Luino e il terzo passerà da Varese. Anche questa sarà una linea ad alta
capacità". Tradotto in soldoni: dovrà essere
rifatta la linea, specie quella tra Varese e Porto Ceresio, attualmente a un binario solo:
servono due binari, serve una sede ferroviaria più solida e ampia. Insomma, per tutta la
zona della Valceresio sarà un cambiamento notevole. "Da parte nostra ha
precisato Fumagalli abbiamo detto che tutto dovrà avvenire nel rispetto
dellambiente e dalla qualità della vita dei paesi: dunque devono essere previste,
dove necessario, interramenti di binari, sovrappassi, insonorizzazioni". I piani
attuali prevedono che la linea Lugano Varese Malpensa funzioni come servizio
passeggeri a partire dal 2007 ma in futuro anche i container potrebbero servirsi di quella
tratta. È ad esempio lauspicio di una lettera inviata nei giorni scorsi a Fumagalli
dal presidente della Sea Giorgio Fossa, interessato a far funzionare al meglio la nascente
Cargo City di Malpensa. Gli esperti svizzeri, dal canto loro hanno sottolineato che,
qualora le merci dovessero avere la strada sbarrata, il costo desercizio sarebbe
ampiamente deficitario (a tariffe italiane) o faticosamente in pareggio (a tariffe
svizzere assai più care); e comunque sarebbe necessario puntare su un numero enorme di
passeggeri. Si punta dunque sulle merci, che se da un lato richiedono un intervento
strutturale di grande impatto, dallaltro possono avere un beneficio ecologico.
Fumagalli ha fatto notare alla controparte elvetica che, per linadeguatezza delle
ferrovie, oggi 600 mila tonnellate lanno di merci viaggiano sulle strade del nord
Italia, da o verso aeroporti del nord Europa. Lincontro di Lugano è stato
spnsorizzato dalla Bnl: non è un dato marginale, si tratta invece di uno dei primi
soggetti privati che fa capolino nella realizzazione di opere previste dal piano
strategico di Varese.
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