La
pista ciclabile, parallela alla SP1, è pericolosa e non idonea al transito di biciclette
perchè in una zona che presenta un forte inquinamento atmosferico.
Sono queste le ragioni che hanno indotto Il consigliere regionale Giovanni Martina e il
suo collega alla Provincia Cesare Revelli, ad incontrare la stampa per spiegare le ragioni
che debbono spingere Provincia e Comune di Gavirate a rivedere il progetto.
«La SP1 è un'arteria trafficatissima - ha affermato Martina - : traffico privato e
trasporto pesante su gomma si sommano ogni giorno facendo di questa strada una fonte di
inquinamento assolutamente inidonea al passaggio di pedoni e biciclette. Questo anche in
vista del transito di veicoli che tenderà in futuro ad aumentare». Ma non è solo il problema dell'inquinamento a far prendere
posizione a Rifondazione contro la pista ciclabile: «proprio in questi giorni - continua
Martina - la Provincia ha affisso lungo la SP1 alcuni cartelli sui quali si legge il
numero di morti nel 2000 sulla strada in questione: non è possibile far passare una pista
ciclabile parallela ad un tratto di provinciale così pericoloso».
L'incontro con la stampa, avvenuto nei pressi del Lido di
Gavirate, ha permesso di percorrere tratti della pista per comprenderne la pricolosità.
La ricetta proposta da Rifondazione per risolvere il problema della pista ciclabile
risiederebbe nello spostamento del tracciato nell'area più vicina al Lago di Varese,
soluzione già proposta nei mesi scorsi dai proprietari delle abitazioni di fronte alle
quali dovrebbe passare la pista e che si dissero a suo tempo disponibili a cedere parte
dei terreni di loro proprietà nella zona lago.
L'impossibilità di far passare la pista su questi terreni, definiti troppo cedevoli
dall'assessore alla viabilità di Gavirate Segato, non va giù a Martina il quale conclude
sostenendo che «la pista in altri punti passa proprio in riva al lago, come nel caso del
tratto in prossimità della Canottieri. Per questi motivi coinvolgeremo
direttamente i Capigruppo del Consiglio Provinciale per sensibilizzarli affinchè si
arrivi ad una soluzione del problema. Gli spazi di mediazione per spostare il tracciato ci
sono e li sfrutteremo fino in fondo».
|