| Una
processione di cittadini extracomunitari, dieci, quindici ogni sera, presso un'abitazione
di Cocquio Trevisago, in cerca di falsi documenti, buste paghe contraffatte e fatturazioni
inventate di sana pianta. Tutto per avere gli incartamenti necessari ad ottenere il
permesso di soggiorno. Era una vera centrale di
carte false quella scoperta ieri dal commissariato di Luino che, in collaborazione con
l'Ufficio immigrazione della questura di Varese, ha bloccato il traffico e arrestato una
donna italiana di 50 anni. Nota ai concittadini come la "Madonna di Lourdes", un
curioso nomignolo appioppatole forse perché quel movimento di disperati in cerca di
qualcosa non era passato inosservato. Oltre alla donna arrestata sono state denunciate a
piede libero tre persone italiane, e avviate le procedura di espulsione per otto cittadini
stranieri; fornitori di alloggi e coperture per i clandestini, quasi tutti di origine
magrebina.
L'operazione, ribattezzata
appunto "Lourdes" è iniziata a seguito di un casuale controllo. Un
extracomunitario é risultato infatti giunto in Italia per lavorare come domestico per
un'anziana donna che, secondo le carte rinvenute, avrebbe avuto un patrimonio di almeno
cento milioni di lire. Ma gli agenti, dopo aver verificato, si sono accorti che la donna
citata nelle carte era in realtà un'indigente che viveva in una baracca con una pensione
sociale minima. A quel punto per la casa dei miracoli é finito l'incantesimo.
L'operazione è tuttora in corso e gli agenti del commissariato di Luino non escludono che
altri soggetti possano essere fermati nelle prossime ore. L'indagine é affidata al pm
della Procura della Repubblica di Varese Francesco Paganini.
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