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| Varese - Rinviati a giudizio questa mattina. Valcavi contesta la decisione |
| "Insider
trading" alla Luino e Varese a processo gli ex amministratori |
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| Rinvio a
giudizio per tutti gli ex amministratori della Banca Popolare di Luino e Varese: lo ha
deciso ieri mattina il giudice per le indagini preliminari Giuseppe Trombino. Sarà dunque
il processo in aula, già fissato per il 23 ottobre prossimo, a decidere se, come sostiene
laccusa, una ingente quantità di fondi fu bruciata per tenere artificiosamente alto
il titolo della Popolare in Borsa. Sullo sfondo di questa lite giudiziaria, cè
quella più strettamente finanziaria legata al controllo dellistituto di credito
attualmente in mano alla Banca Commercio e Industria. Tra le persone che dovranno
comparire in aula per rispondere di "insider trading" e di falso in bilancio ci
sono nomi illustri del mondo imprenditoriale e professionale di Varese; in primis
lex presidente, lavvocato Giovanni Valcavi ma anche i componenti dellex
comitato esecutivo tra cui lindustriale della calze Malerba o lavvocato
Vincenzo Viazzo. Valcavi ha già contestato la decisione del giudice Trombino: <Sono
stupito ha dichiarato a caldo questo pomeriggio poiché da quello che ho
capito la norma in base alla quale chiedono di processarmi è stata abolita nel 98.
Contesteremo in aula questa contraddizione, così come rivendico la correttezza del mio
comportamento; se la quotazione della Popolare è stata mossa in su o in giù, ciò è
stato fatto esclusivamente a vantaggio dei risparmiatori. Senza contare, daltra
parte, che decisioni di quel tipo venivano assunte dai dirigenti della banca, non da
me>. Assai diversa limpostazione data dallaccusa, sostenuta dal pubblico
ministero Massimo Politi: secondo questultimo la Popolare (i fatti risalgono al
95) spese una quantità eccessiva di liquidità e rastrellò in proprio azioni
determinando una salita del titolo in borsa. Ciò sarebbe avvenuto quando ormai era pronto
il passaggio di proprietà alla Commercio e Industria; lartificioso sostegno dato
alla quotazione avrebbe comportato una duplice violazione. Da un lato sarebbe stata
infranta una precisa norma che vieta alle banche di possedere "in proprio"
azioni oltre una certa quota; dallaltro avrebbe procurato un indebito beneficio agli
amministratori nel momento in cui la Popolare era passata di mano. Da notare che il
processo penale è solo una parte della guerra giudiziaria in corso tra vecchi e nuovi
padroni della Luino e Varese: contro Valcavi è stata avviata una azione di risarcimento
in sede civile, il danno è stato valutato attorno ai 40 miliardi. |
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| Claudio Del Frate
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