C'è un pezzo di Varese in Zambia che continua a vivere nell'opera di un vescovo
varesino e dei suoi amici che lo sostengono. Marco e Caterina Astuti sono tornati da poco
dallo Zambia per una delle solite visite al loro più caro amico, e colui che celebrò il
loro matrimonio, don Emilio Patriarca. Sono loro i "pendolari" dell'associazione
"Amici di don Emilio Patriarca", che si preoccupa di fare da aiuto morale ed
economico al piccolo grande vescovo di Monze, battezzato a Biumo ma nominato Tonga (la
tribù della maggior parte dei suoi parrocchiani) onorario dagli abitanti della regione,
di cui conosce con precisione anche la lingua e in nome dei quali non è più capace
nemmeno di mangiare "all'occidentale", in quantità cioè che potrebbero essere
di offesa alla povertà degli abitanti di cui segue la pastorale cristiana ma anche la
loro vita quotidiana. Il prevosto don Peppino Maffi,
che in Africa e in Zambia è stato più volte ha fatto da ospite alla coppia perchè
potessero raccontare ai giornalisti ciò che hanno visto fin o a pochi giorni fa: un paese
diviso dal tribalismo e alla vigilia di elezioni, che probabilmente riporteranno tra poche
settimane al potere per la terza volta, e contro la costituzione, il presidente Chiluba,
contro cui l'opposizione è rappresentata pressocchè in esclusiva dalla Chiesa e dalle
organizzazzioni non governative.
Il paese, come tutta l'Africa, è piegato dall'Aids, che ha
non solo ucciso le persone ma anche ridotto una serie di attività di utilità sociale:
basti pensare che sono 1400 gli insegnanti morti di Aids negli ultimi tempi, un numero che
ha messo in grave difficoltà il sistema scolastico zambiano, un tempo in buone
condizioni, e sono 800mila i bambini orfani nel paese. La cancellazione del debito del
paese da parte dell'Italia avviene gradualmente, ma non con la stessa gradualità il
governo africano sostituisce le rate dovute al nostro Stato con opere sociali per il
paese, come è stato inizialmente concordato. E il missionariato in Zambia diventa sempre
più un impegno sociale legato ad un forte impegno per rendere indipendenti e autonomi i
locali, che hanno vissuto "l'invasione" degli occidentali prima con timore e poi
attraverso una vera e propria dipendenza dalle offerte del mondo ricco.
Proprio qualche settimana fa don Emilio è stato costretto
a scrivere una lettera pastorale che costituisce una vera e propria novità e un
precedente nella regione: lui bianco, rispettato da tutte le tribù che convivono in
Zambia e tra le quali scoppiano spesso conflitti, ha scritto una lettera perchè i
parrocchiani capissero quanto poco cattolico, quanto poco "umano" fosse dividere
le tribù, cercare di eliminarsi a vicenda, invece che vivere tutti quanti insieme in una
sola terra per tutti. Un problema sorto a Mazabuka, una parrocchia retta da un varesino,il
besozzese Maurizio Canclini, e che stava raggiungendo un livello di tensione
intollerabile. Ma nella lunga lettera, il vescovo ammmonisce:"cosa significa
rispettarsi a vicenda? Significa che nessuna tribù deve dominare sull'altra e che ogni
tribù deve essere in grado di preservare i suoi diritti di terra, tradizione e
costume".
Un ammonimento per i suoi parrocchiani zambiani, buono
però - con poche varianti - anche nella civilissima Italia, nella accogliente Lombardia,
nella pia Varese. Varese che vede tornare ogni anno il "suo" vescovo africano,
profondamente legato alle due terre perchè profondamente legato ai suoi fratelli, ma allo
stesso tempo un pò "marziano" dovunque, perchè non ispirato da
sentimenti di appartenenza ma di accoglienza, specialmente nei confronti di chi è in
difficoltà.
Don Emilio patriarca tornerà a Masnago, la parrocchia dove
ha celebrato la prima messa, il prossimo 25 aprile, in occasione della giornata annuale
della sua associazione, dove verranno illustrate le attività della associazione. E dove
si presenteranno le necessità per quest'anno: le prime segnalate dalla coppia Astuti di
ritorno dall'Africa sono state quelle di acquistare macchinari per le radiografie,
attrezzature del tutto assenti negli ospedali della regione di Monze.
Associazione "Amici di don Emilio Patriarca"
Piazza Canonica 7 21100 Varese
Tel.0332.236019 fax 0332-236370
Conto Corrente Banca Popolare di Bergamo Credito Varesino n.57509 cab 5428
abi 5428
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