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| Varese - Un rapporto del prefetto
Nardone conferma la contraddizione su uno dei problemi di maggiore attualità |
| C'è allarme per
la criminalità, ma i reati sono in calo del 18% |
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| Il numero
complessivo dei reati in provincia di Varese è calato in un anno del 18,6%. La risposta
è stata fornita questa mattina dal prefetto Guido Nardone nel corso di una conferenza
stampa che aveva per tema proprio i dati complessivi sulla criminalità; analoghi incontri
si sono svolti in tutta Italia e altrove altre città non hanno potuto presentare un
bollettino ottimistico come quello di Varese dove la flessione dei reati appare
addirittura la più alta di tutta la Lombardia. La prefettura ha scelto come indicatori la
cosiddetta criminalità "di strada", vale a dire i furti, le rapine, le
estorsioni e così via. Restano fuori dal conto i reati dei "colletti bianchi"
vale a dire quelli contro cui era partito una settimana fa lallarme del sostituto
procuratore Agostino Abate, in unintervista esclusiva a Varesenews; resta
soprattutto fuori dalla fredda analisi delle cifre il senso di insicurezza che sembra
farla da padrone in larghi strati della popolazione. In effetti, se il bilancio del 2000
può ritenersi positivo in termini di contenimento del fenomeno criminale, negli anni
precenti le stesse statistiche della prefettura avevano segnalato un incrimento della
delittuosità: tra il 97 e il 98 ad esempio nel Varesotto la criminalità era
cresciuta del 17% e lanno successivo addirittura del 22%. Negli ultimi dodici mesi,
come detto, è partita uninversione di tendenza. Tornando alla statistica del 2000
il numero complessivo delle rapine è sceso da 329 a 246 (-25%) quello dei furti da 20.542
a 15.815 (-23%). In lieve crescita sono le estorsioni (da 35 a 37), in flessione i casi di
spaccio di droga (-16%) mentre lunico indicatore di illegalità che mostra una
inequivocabile ascesa è lo sfruttamento della prostituzione (da 30 a 143 casi in un anno,
+376%). Il prefetto Nardone si è detto <soddisfatto del comportamento complessivo
della popolazione del Varesotto, che non ha dato segni di panico né di reazioni
scomposte>. A giudizio del rappresentante del governo a Varese cè un altro
segnale che rivela un sostanziale contenimento dellallarme criminale in provincia di
Varese: <Nellultimo anno è cresciuto di pochissimo il numero di richiste per
porto darmi; da parte nostra siamo stati ancor più severi nelle concessione dei
permessi così che il numero complessivo è calato. Sono convinto che meno armi ci siano
in circolazione meglio è per tutti>. Nellanalisi della prefettura una serie di
dati si rivelano eclatanti e sono quelli legati a Malpensa: enorme è la quantità di
cocaina seuqestrata allo scalo della brughiera, ma essa in misura minima si ferma nella
nostra provincia; è vero invece che lhub è diventato ormai una delle porte
dingresso principali dellimmigrazione clandestina: in un anno sono state quasi
2500 le persone che hanno tentato illegalmente l0ingresso in Italia attraverso
Malpensa: la proverbiale punta delliceberg. Dalla relazione di Guido Nardomne,
dunque emerge un quadro di sostanziale regresso del crimine nel Varesotto. Almeno, come
detto, per quanto riguarda i reati comuni; il grande business dellillegsalità,
purtroppo, continua a sfugire alle statistiche. |
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Claudio Del Frate
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