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Ore 16.30.27
Giorno
07/06/07
 
Varese - Un rapporto del prefetto Nardone conferma la contraddizione su uno dei problemi di maggiore attualità
C'è allarme per la criminalità, ma i reati sono in calo del 18%

Il numero complessivo dei reati in provincia di Varese è calato in un anno del 18,6%. La risposta è stata fornita questa mattina dal prefetto Guido Nardone nel corso di una conferenza stampa che aveva per tema proprio i dati complessivi sulla criminalità; analoghi incontri si sono svolti in tutta Italia e altrove altre città non hanno potuto presentare un bollettino ottimistico come quello di Varese dove la flessione dei reati appare addirittura la più alta di tutta la Lombardia. La prefettura ha scelto come indicatori la cosiddetta criminalità "di strada", vale a dire i furti, le rapine, le estorsioni e così via. Restano fuori dal conto i reati dei "colletti bianchi" vale a dire quelli contro cui era partito una settimana fa l’allarme del sostituto procuratore Agostino Abate, in un’intervista esclusiva a Varesenews; resta soprattutto fuori dalla fredda analisi delle cifre il senso di insicurezza che sembra farla da padrone in larghi strati della popolazione. In effetti, se il bilancio del 2000 può ritenersi positivo in termini di contenimento del fenomeno criminale, negli anni precenti le stesse statistiche della prefettura avevano segnalato un incrimento della delittuosità: tra il ’97 e il 98 ad esempio nel Varesotto la criminalità era cresciuta del 17% e l’anno successivo addirittura del 22%. Negli ultimi dodici mesi, come detto, è partita un’inversione di tendenza. Tornando alla statistica del 2000 il numero complessivo delle rapine è sceso da 329 a 246 (-25%) quello dei furti da 20.542 a 15.815 (-23%). In lieve crescita sono le estorsioni (da 35 a 37), in flessione i casi di spaccio di droga (-16%) mentre l’unico indicatore di illegalità che mostra una inequivocabile ascesa è lo sfruttamento della prostituzione (da 30 a 143 casi in un anno, +376%). Il prefetto Nardone si è detto <soddisfatto del comportamento complessivo della popolazione del Varesotto, che non ha dato segni di panico né di reazioni scomposte>. A giudizio del rappresentante del governo a Varese c’è un altro segnale che rivela un sostanziale contenimento dell’allarme criminale in provincia di Varese: <Nell’ultimo anno è cresciuto di pochissimo il numero di richiste per porto d’armi; da parte nostra siamo stati ancor più severi nelle concessione dei permessi così che il numero complessivo è calato. Sono convinto che meno armi ci siano in circolazione meglio è per tutti>. Nell’analisi della prefettura una serie di dati si rivelano eclatanti e sono quelli legati a Malpensa: enorme è la quantità di cocaina seuqestrata allo scalo della brughiera, ma essa in misura minima si ferma nella nostra provincia; è vero invece che l’hub è diventato ormai una delle porte d’ingresso principali dell’immigrazione clandestina: in un anno sono state quasi 2500 le persone che hanno tentato illegalmente l’0ingresso in Italia attraverso Malpensa: la proverbiale punta dell’iceberg. Dalla relazione di Guido Nardomne, dunque emerge un quadro di sostanziale regresso del crimine nel Varesotto. Almeno, come detto, per quanto riguarda i reati comuni; il grande business dell’illegsalità, purtroppo, continua a sfugire alle statistiche.

Claudio Del Frate

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