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Ore 16.33.35
Giorno
07/06/07
 
Varese - Un’indagine dell’ente a sostegno del nuovo hotel di Villa Ponti. Ma il vero problema sono i trasporti
Pochi alberghi, turisti scoraggiati. La Camera di Commercio fa "Lobbing"

Il freno allo sviluppo turistico di Varese? L’insufficiente numero di camere d’albergo: è il risultato a cui è approdata un’indagine della Camera di Commercio, mettendo a confronto la situazione in diverse città lombarde. La ricerca mette in luce come a Varese esista il rapporto più sfavorevole, da questo punto di vista; d’altra parte a nessuno sfugge che l’indagine ha un “quid” di mirato: da tempo l’ente di piazza Monte Grappa ha chiesto di poter costruire una struttura da un centinaio di camere all’interno del parco di Villa Ponti, di sua proprietà. "Varese e la sua provincia – dicono i ricercatori – con 430 mila presenze turistiche raggiungono solo il 5,6% del totale degli arrivi regionali e si collocano al quinto posto in Lombardia dopo Milano, Brescia, Como e Sondrio. La provincia scende però al sesto posto, superata anche da Bergamo per quanto riguarda l’offerta alberghiera. Il Varesotto possiede le stesse attitudini morfologiche e ambientali delle province attigue e anche del Canton Ticino ma non possiede la medesima capacità di attrazione". L’80% delle presenze attuali è rappresentata dal turismo business mentre è in diminuzione quello di piacere e di svago tant’è vero che è la fascia del lago Maggiore a registrare un andamento negativo. "La provincia – sostiene la Camera di Commercio – dispone di appena 145 alberghi di dimensioni mediamente inadeguate ad accogliere flussi di turismo organizzato; il comfort è spesso inferiore agli standard internazionali. È indispensabile nel breve periodo potenziare la ricettività dell’area che appare insufficiente e inadeguata a catturare nuovi flussi". Secondo la ricerca, dunque, è proprio la carenza di hotel a frenare lo sviluppo del turismo. Come detto la mossa della Camera di Commercio non è casuale: da tempo l’ente si è candidato a costruire l’hotel a Villa Ponti ma per farlo, è necessaria una variante al piano regolatore. Che fino a oggi non è arrivata. Restano alcune considerazioni: se negli ultimi tempi si è assistito a un fiorire di iniziative di spessore culturale e turistico (si pensi a Villa Panza e alla mostra su Magatti, ma non solo ad esse) va da sé che il maggior numero di presenze e di richieste è collocato nell’area di Malpensa. Provate ora a mettervi nei panni di un turista straniero che sbarca all’aeroporto della brughiera e decide di raggiungere il capoluogo. Che possibilità ha a disposizione? I servizi, ad iniziare dai trasporti, sono pressocchè inesistenti. E allora, sarà anche la mancanza di albergi a frenare i turisti ma forse anche la difficoltà che ha Varese a “connetersi” col resto del mondo.

Claudio Del Frate

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