La RSU-Snatoss-Adass-Fase-Fapas-Sunas-Soi e le organizzazioni sindacali Fp
CGIL, CISL FPS e UIL FPL hanno proclamato per domani venerdì 30 marzo una giornata di
sciopero.
Il settore sanità è in fermento per il rinnovo biennale del
contratto. Da più di un anno le trattative sono in corso senza giungere ad un
accordo. L'agitazione già indetta e poi sospesa lo scorso due marzo, è stata decisa in
seguito alla rottura dei negoziati con l'Aran "Cgil, Cisl e Uil - spiega Vittorio
Bernardoni segretario Cisl Fps Varese Laghi - vogliono ottenere il recupero
dell'inflazione, per adeguare i salari ai livelli del costo della vita. Nel contempo è in
discussione quella che noi definiamo la 'Vertenza sanità'. Molte figure professionali, si
pensi al comparto infermieristico, hanno cambiato radicalmente il tipo di formazione: oggi
i diplomi sono di livello universitario. Quindi noi chiediamo anche l'adeguamento della
dignità professionale, con un giusto riconoscimento di categoria e la conseguente
rivisitazione economica. Ciò che blocca ogni trattativa, però, è la parte economica:
governo e regioni sono d'accordo nel rivalutare queste professionalità ma nessuno vuole
sostenere l'esorborso di denaro. L'adeguamento, infatti, costerà a livello nazionale
circa 1400 miliardi."
E così domani, i dipendenti del settore sanità incroceranno le braccia. A Varese
lAzienda ospedaliera ha comunicato che saranno assicurati e garantiti i
servizi essenziali e le prestazioni indispensabili per le urgenze ed emergenze, la
continuità terapeutica delle cure e lassistenza dei ricoverati.
Potranno non essere assicurate, invece, per gli utenti esterni, le
prestazioni ambulatoriali, gli esami di laboratorio e quelli strumentali oltre alle
attività relative alle prenotazioni e ai pagamenti dei ticket.
Ma sull'organizzazione delle modalità dell'astensione i sindacati
temono disguidi: "Noi abbiamo rispettato la legge per quanto riguarda i tempi di
preavviso. Speriamo che l'Azienda si sia mossa con tempestività per assicurare i servizi
essenziali, senza danneggiare il diritto di sciopero dei dipendenti."