Il Convegno nazionale dell'associazione Telefono Amico
Italia, organizzato a Varese per il 31 marzo e 1° aprile prossimi, vuole essere anche
l'occasione per celebrare i 30 anni di attività della sezione varesina di Telefono Amico,
presente sul territorio con un'intenso lavoro di supporto sia morale che pratico.
Abbiamo incontrato il presidente di Telefono Amico di Varese, Giosuè Regazzoni. "Il Convegno nazionale è stato voluto a Varese - spiega
Regazzoni - perchè con esso cominceremo i festeggiamenti dei trent'anni di attività
dell'associazione, che culmeranno con la giornata del volontariato del prossimo mese di
maggio.
Ma come è nata l'associazione? E che tipo di bilancio
si può trarre?
"Io partecipo all'attività di Telefono Amico praticamente fin dall'inizio. E' nato
dall'idea di un gruppo di amici liceali, che hanno preso spunto dai servizi che esistevano
già a Milano e Torino. Lo scopo era appunto quello di creare un servizio emergenze
attraverso il telefono. Oggi sono circa 40 le città italiane aderenti all'associazione
nazionale Telefono Amico.
Attualmente a Varese siamo arrivati a circa 5000 chiamate all'anno e una cosa che voglio
sottolineare è che si tratta di un servizio tutto autofinanziato e gestito dai volontari.
Naturalmente abbiamo anche degli aiuti esterni".
Che cosa è cambiato in questi anni?
"E' cambiata completamente l'utenza. Una volta i temi e i problemi che sentivamo al
telefono erano molto più materiali, più rivolti ad aiuti pratici, ora invece sono
maggiormante legati alla crisi della persona, sia come persona individuale che come
'persona in relazione': nell'ambito della coppia, della famiglia e del lavoro. I problemi
cui ci troviamo di fronte sono di tipo esistenziale relazionale, come per esempio 'non mi
sento accettato', 'non va bene con mia moglie o con mio marito o con i figli'. Si è anche
abbassata molto l'età delle persone che si rivolgono a noi: il 70% delle chiamate
provendono da persone tra i 35 e i 45 anni.. Sono diminuite invece le persone
anziane".
Quali altri servizi offrite alla città?
"Attualmente gestiamo per conto del Comune un 'servizio di emergenza', che verrà
maggiormante incentivato e pubblicizzato nei prossimi giorni, rivolto a tutte le persone
che hanno un bisogno pratico. Noi in pratica gestiamo le telefonate, come Telefono Amico,
facciamo in pratica da filtro, nel caso poi ci fosse bisogno di un intervento immediato,
deviamo la richiesta ai Servici Sociali del Comune di Varese.
Abbiamo inoltre una linea diretta con la Questura, per il servizio di emergenza, quando
riteniamo che sia in pericolo la vita della persona o per qualsiasi situazine a rischio.
Infine noi siamo anche, insieme ad altri centri, un punto di riferimento, per la provincia
di Varese, per i problemi da alcool. E presto cambieremo anche il tipo di censimento: non
più solo 'io bevo', ma anche 'io ho un parente che beve', quindi rivolto anche ai
familiari e a tutte le persone coinvolte".
Avete in programma iniziative interessanti, per ampliare
i vostri servizi?
"Vorremmo avere il sostegno e l'interesse del Comune di Varese, per istituire un numero
verde, poiché purtroppo ora le nostre chiamate sono tutte a pagamento. L'intenzione
è quella di creare un punto di riferimento gratuito, gestito sempre dai nostri volontari,
per tutte le situazioni di emergenza della città di Varese".
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