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cominciata questa mattina la due giorni del convegno
nazionale organizzato da Telefono Amico Italia, che si svolge presso l'Università
dell'Insubria di Varese e che vede coinvolti tutti i volontari appartenenti a questa
associazione, intenzionati ad approfondire e riflettere su temi quali identità,
motivazione, valori, scelte del volontario. Era
presente all'iniziativa anche l'assessore alle Politiche Sociali della Provincia di
Varese, Hans Peter Orlini, che ha sottolineato l'importanza del rapporto
tra istituzioni e associazioni di volontariato.
"Questo convegno è importantissimo per noi. La
Provincia ha una convenzione da più di otto anni con il Telefono Amico di Varese per quanto riguarda una
linea diretta con la Questura, che fa da filtro alle telefonate che arrivano, non solo,
abbiamo anche coinvolto l'associazione varesina, in modo tale da permetterci, attraverso
segnalazioni, di orientare le persone ai servizi, a seconda delle singole esigenze.
La convenzione stipulata, inoltre, ci permette di ricevere una relazione semestrale da
parte degli osservatori dell'ascolto, che noi poi inseriamo nel nostro Osservatorio sulle
Politiche Sociali.
Il valore aggiunto di questo convegno è proprio il riconoscimento di un'esperienza,
quella varesina, importante, di un territorio che è molto attivo nel volontariato. Un
esempio: attraverso il Cesvov stiamo censendo circa 1500 realtà di volontariato, un dato
rilevante. Questo ci permette di ragionare sull'oppurtunità di stringere un rapporto più
forte tra enti locali e terzo settore, nella logica di una compartecipazione ".
Tra i relatori sono intervenuti anche Mark Milton,
presidente di Ifotes, associazione apolitica e non confessionale, che da anni sostiene
tutti i centri di ascolto di Telefono Amico nel mondo e Margherita Sberna, presidente di
Arips, ente che si rivolge alla formazione e a progetti di prevenzione, rivolti alle
associazioni, nel campo psocologico.
Nella sua esposizione "I servizi di ascolto telefonico in Europa e nel mondo",
Milton ha puntato l'attenzione sul senso di appartenenza molto forte che ogni singolo
centro deve avere con il proprio territorio, per poter crescere sempre più.
Margherita Sberna, invece, parlando de
"Il ritratto del volontario. Aspettative. Motivazioni. Luci e ombre", ha
tracciato un profilo del volontario, lanciando qualche osservazione sul futuro.
"Esistono alcune caratteristiche imprescindibili che deve possedere un volontario di
Telefono Amico: la vitalità, in tutte le cose che si fanno ogni giorno, l'oblatività, il
saper donare ed essere a disposizione degli altri, il potere di leadership, non con lo
scopo di manipolare, ma di saper far vedere alle persone anche altri aspetti di una
situazione, e ancora l'assunzione del rischio, la tenacia e la capacità di
osservazione. Quanto al futuro, poi, dei Centri di Telefono Amico, bisognerà affrontare
sicuramente i nuovi mezzi di comunicazione. E' impensabile che Internet non cambierà
nulla, nel modo di comunicare, bisogna entrare perciò nell'ottica del cambiamento.
L'anonimato per questo servizio non sarà più un elemento così fondamentale, presto
arriveremo alle telecamere per comunicare. I prossimi anni saranno una rissa costante, ma
per poter crescere ed essere sempre più presenti sul territorio, bisognerà adeguarsi e
cambiare".
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