Busto Arsizio Film Festival

28 Marzo - 3 Aprile 2004

 

Speciale di Varesenews


Sabato 3 aprile

Busto Arsizio  - Al sociale proiettato "Il pranzo della domenica". Questa sera premiazioni e serata di gala
I Vanzina chiudono le proiezioni del Baff

Siamo certi che i fratelli Vanzina ve li siete sempre figurati un po' come il loro personaggi: "romani" nel senso vagamente razzista che specialmente dalle nostre parti spesso aleggia, esibizonisti del loro successo, caciaroni e rozzi. E invece Carlo ed Enrico Vanzina, rispettivamente regista e sceneggiatore dei loro numerosi film - che spesso hanno avviato filoni e fissato con precisione, nel bene e nel male, i momenti socialmente più salienti della nostra storia recente - sono due fratelli  educati e e ironici, che parlano piano e con modestia del loro lavoro e il cui unico vezzo "trash" è la lunghezza dei loro capelli, che li mantiene in un clichè da giovanotti degli anni settanta, ora solo un po' più brizzolati.

La loro cortese semplicità è sbarcata ieri sera all'interno della serata-evento avvenuta al cinema teatro Sociale a chiusura della settimana di proiezioni,  dedicata alla visione del loro film del 2003 "Il pranzo della domenica".
Film che da icone del film italiano di serie B li ha "sdoganati" presso la critica, per la prima volta favorevole a una delle loro opere.
«Se è per questo, ci hanno già "sdoganato" e ributtato giù un po' di volte - Spiega Carlo Vanzina, che del film ne è il regista - Per "Il pranzo della domenica" non me ne sono stupito: non vorrei sembrare superbo a dire che in fondo ce lo meritavamo qualche giudizio positivo. Però ultimamente ho avuto modo di stupirmi: quando abbiamo presentato "Barzellette", un film realizzato soprattutto per divertire il pubblico, abbiamo avuto commenti lusinghieri dalla critica. Questo davvero non me lo sarei aspettato»

Forse è segno che questa volta siete stati "sdoganati davvero", stabilmente...
«Forse sì. Chissà se è una buona o una cattiva notizia... all'inizio dicevamo che le critiche positive portano male. Adesso che riceviamo anche critiche positive per i nostri film, speriamo che non sia davvero così...»

Il "pranzo della domenica" è in effetti un film davvero gradevole che, senza battute a tutti i costi, traccia uno spaccato di vita familiare molto "italiana" in cui tutti noi - malgrado la storia sia ambientata a Roma - possiamo in qualche modo ritrovarci. Niente ricerche, nessuna stranezza, naturalmente. Non è da Vanzina un certo modo di fare cinema: il loro cinema si limita a raccontare storie che la gente possa guardare.

Un metodo che anche RaiCinema sta facendo suo: «Meglio un film che guadagna 3 o 4 milioni di euro che uno che ha vinto il Pardo d'oro - confessa il direttore generale di Rai Cinema Carlo Macchitella durante il dibattito organizzato al Sociale prima della visione del film - per questo Rai Cinema sta dirigendosi verso film di qualità che la gente senta il bisogno di vedere. Troppe volte nel passato abbiamo prodotto film che erano bellissimi e di altissima qualità, ma che gli spettatori non si sognavano di vedere nemmeno  a cannonate» A fianco a lui, sul palco, c'era anche il presidente uscente di Rai Cinema, il regista Giuliano Montaldo, presidente anche della giuria per la migliore sceneggiatura arrivata al BAFilmFestival che verrà premiata stasera durante la serata di gala.

Un nome noto a tutti per i suoi film, che hanno coniugato largo pubblico e impegno:  da "Sacco e Vanzetti" a "L'Agnese va a morire", da "Gli occhiali d'Oro" a "Giordano Bruno", passando per fiction-colossal come "Marco Polo"

A tutti tranne che alla spaesata presentatrice del dibattito, che davanti ai due fratelli Vanzina, a Giovanna Ralli (che ha ricevuto dal sindaco di Busto Arsizio un premio alla Carriera), Montaldo stesso e il direttore di Rai Cinema ha avuto il raro dono di non azzeccarne una.
Cattivo segnale in un festival di Cinema, che di solito delega le domande a personaggi improbabili, magari nemmeno estetici, ma competentissimi come deve essere.
Al contrario dell'elegante signorina in rosso, che perde la straordinaria occasione (visti gli ospiti) di un bel dibattito sul valore del cinema popolare inseguendo improbabili domande preparate da altri.
E che, come sempre quando ci si vuole ingraziare chi non si conosce, finisce inevitabilmente per esagerare, definendo "geniale" il film dei Vanzina proiettato ieri sera.

La risposta, egregia e sincera, le arriva da Enrico Vanzina, due lauree e 80 film all'attivo, che del film è sceneggiatore: «Con questo film abbiamo cercato di mantenere una tradizione gloriosa che fu anche di nostro padre Steno,cercando di adattarla alla situazione odierna: quella della commedia all'italiana. L'abbiamo fatto molte volte nei nostri film, devo ammettere che in questo il risultato è stato ancora più felice. Ma "geniale", mi sembra francamente troppo».

Stefania Radman
stefania.radman@varesenews.it

 


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