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Busto Arsizio
- Al sociale proiettato "Il pranzo
della domenica". Questa sera premiazioni e serata di gala
I Vanzina chiudono le proiezioni del Baff
Siamo certi che i fratelli Vanzina ve li siete
sempre figurati un po' come il loro personaggi: "romani" nel senso vagamente
razzista che specialmente dalle nostre parti spesso aleggia, esibizonisti del
loro successo, caciaroni e rozzi. E invece Carlo ed Enrico Vanzina,
rispettivamente regista e sceneggiatore dei loro numerosi film - che spesso
hanno avviato filoni e fissato con precisione, nel bene e nel male, i momenti
socialmente più salienti della nostra storia recente - sono due fratelli educati e e ironici,
che parlano piano e con modestia del loro lavoro e il cui unico vezzo "trash" è la lunghezza dei loro
capelli, che li mantiene in un clichè da giovanotti degli anni settanta, ora
solo un po' più brizzolati.
La loro cortese semplicità è sbarcata ieri sera
all'interno della serata-evento avvenuta al cinema teatro Sociale a chiusura
della settimana di proiezioni,
dedicata alla visione del loro film del 2003 "Il pranzo della domenica".
Film che da icone del film italiano di serie B li ha "sdoganati" presso la
critica, per la prima volta favorevole a una delle loro opere.
«Se è per questo, ci hanno già "sdoganato" e ributtato giù un po' di
volte - Spiega Carlo Vanzina, che del film ne è il regista
- Per "Il pranzo della domenica" non me ne sono stupito: non vorrei sembrare
superbo a dire che in fondo ce lo meritavamo qualche giudizio positivo. Però ultimamente
ho avuto modo di stupirmi: quando abbiamo presentato "Barzellette", un film
realizzato soprattutto per divertire il pubblico, abbiamo avuto commenti lusinghieri dalla critica.
Questo davvero non me lo sarei aspettato»
Forse è segno che questa volta siete stati
"sdoganati davvero", stabilmente...
«Forse sì. Chissà se è una buona o una cattiva notizia... all'inizio dicevamo
che le critiche positive portano male. Adesso che riceviamo anche critiche
positive per i nostri film, speriamo che non sia davvero così...»
Il "pranzo della domenica" è in effetti un film
davvero gradevole che, senza battute a tutti i costi, traccia uno spaccato di
vita familiare molto "italiana" in cui tutti noi - malgrado la storia sia
ambientata a Roma - possiamo in qualche modo ritrovarci. Niente ricerche,
nessuna stranezza, naturalmente. Non è da Vanzina un certo modo di fare cinema:
il loro cinema si limita a raccontare storie che la gente possa guardare.
Un metodo che anche
RaiCinema sta facendo suo: «Meglio un film che guadagna 3 o 4 milioni di euro
che uno che ha vinto il Pardo d'oro - confessa il direttore
generale di Rai Cinema Carlo Macchitella durante il dibattito organizzato al
Sociale prima della visione del film - per questo Rai Cinema sta dirigendosi
verso film di qualità che la gente senta il bisogno di vedere. Troppe volte nel
passato abbiamo prodotto film che erano bellissimi e di altissima qualità, ma
che gli spettatori non si sognavano di vedere nemmeno a cannonate» A
fianco a lui, sul palco, c'era anche il presidente uscente di Rai Cinema, il
regista Giuliano Montaldo, presidente anche della giuria per la migliore
sceneggiatura arrivata al BAFilmFestival che verrà premiata stasera durante la
serata di gala.
Un nome noto a tutti per i suoi film, che
hanno coniugato largo pubblico e impegno: da "Sacco e Vanzetti" a
"L'Agnese va a morire", da "Gli occhiali d'Oro" a "Giordano Bruno", passando per
fiction-colossal come "Marco Polo"
A tutti tranne
che alla spaesata presentatrice del dibattito, che davanti ai due fratelli
Vanzina, a Giovanna Ralli (che ha ricevuto dal sindaco di Busto Arsizio un
premio alla Carriera), Montaldo stesso e il direttore di Rai Cinema ha avuto il
raro dono di non azzeccarne una.
Cattivo segnale in un festival di Cinema, che di solito delega le domande a
personaggi improbabili, magari nemmeno estetici, ma competentissimi come deve
essere.
Al
contrario dell'elegante signorina in rosso, che perde la straordinaria occasione
(visti gli ospiti) di un bel dibattito sul valore del cinema popolare inseguendo
improbabili domande
preparate da altri.
E che, come sempre quando ci si vuole ingraziare chi non si conosce, finisce
inevitabilmente per esagerare, definendo "geniale" il film dei Vanzina
proiettato ieri sera.
La risposta, egregia e sincera, le arriva da Enrico Vanzina, due lauree e 80
film all'attivo, che del film è sceneggiatore: «Con questo film abbiamo cercato
di mantenere una tradizione gloriosa che fu anche di nostro
padre Steno,cercando di adattarla alla situazione odierna: quella della commedia all'italiana. L'abbiamo fatto molte volte nei nostri film, devo ammettere
che in questo il risultato è stato ancora più felice. Ma "geniale", mi sembra
francamente troppo».
Stefania
Radman
stefania.radman@varesenews.it
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