RicAmando la Sardegna
Da venerdì 01 maggio 2015 a venerdì 15 maggio 2015

RicAmando la Sardegna

Cristina Maddalena, pittrice di antiche origini sarde, sempre più spesso sull’Isola per rispondere ad atavici richiami, ricama gli abiti della tradizione con i colori ad olio ed esprime la sua carica creativa in volti di giovani donne che indossano con orgoglio i loro tradizionali costumi che il più delle volte sono dei veri e propri antichi capolavori tramandati di generazione in generazione.

Il sole e il mare turchese sono le caratteristiche più apprezzate della Sardegna e l’abbinamento Sardegna-vacanze è spesso spontaneo, ma per sentire la forza della terra e la vita dei suoi abitanti ed apprezzarne ogni sfumatura occorre lavoro ed un approccio meticoloso che esige infinito impegno. Per tradurre le peculiarità dei sardi in arte occorre molto di più e Cristina Maddalena con le sue parole è così che ci racconta la propria dedizione: “Le donne di Sardegna sono schiette, legate alla vita, alla famiglia, alla tradizione ed attente al futuro, sono fatte di gesti ancestrali che si rinnovano in ogni invito o semplice saluto, sono donne determinate ed in loro ho trovato moltissime analogie con il mio modo di sentire la vita. Attraverso le mie tele mi unisco a loro, entro nei loro costumi attraverso colori e segni. Rispetto i loro ricami, le loro fatiche, dipingo con ponderati, ma schietti tocchi di pennello, dove ogni segno traccia in modo sincero la storia del dipinto.
Io vivo per l’arte e l’arte è la mia vita e le mie tele hanno una grande responsabilità perché attraverso la mia pittura racconto i valori che le donne di Sardegna custodiscono e tramandano.
Ogni primavera parto per la Gallura e lì mi tuffo nella Sardegna autentica: tutta. Partecipo a feste di paese, feste di famiglia, leggo, prendo appunti, partecipo a mostre, dipingo senza sosta con le difficoltà e le fortune che mi sono offerte dall’Isola. In autunno rientro in Lombardia dove continuo a dipingere sulla base dei ricordi, degli appunti, dei disegni e delle emozioni che permangono in me e mi preparo alla stagione successiva”. (Cristina Maddalena)

“La categoria dell’alterità è consapevolmente presente nei sardi come elemento proprio della loro identità, tanto che a parlarci risulta abbastanza comune che essi si descrivano principalmente come cosa diversa rispetto ai continentali e agli altri stranieri. Questa visione piuttosto egocentrica della propria stimata specialità non è diversa da quella di molti altri posti d’Italia, ma la cosa che conferma perentoriamente agli occhi dei sardi l’esistenza effettiva di una loro alterità è che di solito si tratta di una percezione ricambiata: chi si rapporta ai sardi come stereotipo etnico non sa effettivamente a chi accomunarli, perché non sembrano rientrare nelle categorie di lettura che identificano il tipo di italiano a seconda della latitudine in cui si nasce e vive. E’ certamente l’insularità a determinare questa percezione ambivalente, ma le ragioni vere sono, più che geografiche, soprattutto storiche e culturali”. (-VIAGGIO IN SARDEGNA- di Michela Murgia)

Il fotografo sardo delle aquile, Domenico Ruiu, quando esperti etologi gli chiesero di esprimere il suo parere sulle aquile, Ruiu rispose con una frase apparentemente semplice dicendo: “Le aquile sono un’altra cosa”. Domenico Ruiu dopo anni trascorsi ad osservare gli animali e prevalentemente gli uccelli rapaci sapeva che quella risposta, apparentemente semplice, racchiude in sé tutte le peculiarità di questo rapace.

Agli occhi attenti è così che appare la Sardegna: “tutta un’altra cosa”. Non è difficile innamorarsi di quest’Isola che sembra un mondo, più difficile è penetrare nella sua storia e nei suoi perché. E’ meraviglioso notare come questa Terra, dura da lavorare e che impone molto sacrificio, abbia generato donne capaci di riscattarsi con la creazione di costumi tradizionali ricchissimi di particolari preziosi e di abili ricami e uomini capaci di conservare antichi lavori tramandati con l’esempio.
Agli occhi ed al cuore di Cristina Maddalena la Sardegna è così che appare: “tutta un’altra cosa”.

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