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Letteratura
Primo Levi, SE QUESTO È
UN UOMO, Torino, Einaudi, 1981 , p.221
Nel 1947 Franco
Antonicelli, direttore di una piccola casa editrice, accetta di
pubblicare "Se questo è un uomo": 2500 copie e
poi l'oblio fino al 1958 quando Einaudi decide di ristamparlo. Il
libro incontra
il favore del grande pubblico, viene tradotto in sei lingue e ridotto per la radio e il
teatro. Non c'è lamento e odio in questo libro. "Se questo è
un uomo" è un canto collettivo e struggente dove
rivivono le voci di tutti coloro che non possono più testimoniare. Il linguaggio che usa
Primo Levi è sobrio, pacato e preciso come deve essere quello di un testimone.
«...Pensavo che la mia parola sarebbe stata tanto più credibile e utile quanto più
apparisse obiettiva e quanto meno suonasse appassionata; solo così il testimone adempie
alla sua funzione, che è quella di preparare il terreno al giudice. I giudici siete
voi...».
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