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A chi tropp e a chi mia …

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28 novembre 2012

Gentile direttore, il vecchio detto “a chi tropp e a chi mia” è sempre attuale perché si continuano ad imporre tenori di vita forzatamente “sopra sviluppati”, altrimenti considerati arretrati, praticamente alla fine riducendoci succubi di burocrazie ambiziose, in mercati bancari con patti a “tassi agevolati”, a fronte di estese situazioni in espansione e mai sopite, di povertà presenti in diverse realtà capitalistiche e mondiali, dove l’obiettivo è la “sopravvivenza alla giornata”, per la fame.
Fino a “cadute in basso” di ragionamenti, assistendo a disparità di trattamenti aberranti, privi di allineamenti e sproporzionati rispetto al concetto di quanto fatto, o reso, in termini di responsabilità e produttività, o “limiti di plusvalori” non ridotti “a julienne” ma spudoratamente perpetrati e mantenuti intatti, magari rivendicando “diritti acquisiti di lobbie e caste impure”, o partiti, alimentando disuguaglianze fuori misure, fra privilegi, deroghe e discriminazioni, nonché elemosine, guerre, sfruttamenti e malcontenti, con recessioni conseguenti che sarebbe ora di “placcare prima della mete”, intese come sfaceli totali e fallimenti quasi sicuri, o definitivi, a cui saremmo destinati, sia monetari che per la deturpazione dell’ambiente, andando avanti alla cieca, o rinviando, sempre in attesa di risoluzioni illuminanti di nuovi governanti che, pur incolpando i precedenti, finalmente smentiscano gli eventi cancellando pessimismi troppo latenti, “riconducendoci trionfando … sulla retta via che era smarrita”.
A proposito altra frase celebre “tant dopu a fan sempar quel ca voran istess”, infatti domenica potrà “rivotare” solo chi già si era registrato, giorni prima e che non sapevo, a seguito di “regole prefissate” giuste fino a un certo punto ma che non si pensavano così ottuse, controproducenti, o poco concludenti in prospettive più ampie e prossime, “quasi di parte” al loro interno, a priori prescindendo e pretendendo che comunque solo a quella minoranza, con tutto il rispetto e riconoscimento di meriti, sia dato il permesso di cambiare idea in pochi giorni e positivamente; di fatto riducendo ulteriormente le affluenze che invece potevano trovare consensi di molti altri, evidentemente considerati più incapaci, o “imbroglioni”, per cui la libera partecipazione democratica … finisce qui … e se l’avessi saputo prima … a maggior ragione non sarei andato a “queste primarie”.
Grazie dell’attenzione.

Valter Abele Zaccuri

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