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“A presto don Franco, anche tu hai fatto Sesto città”

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9 settembre 2011

Caro direttore,
sabato Sesto Calende festeggia il titolo di Città rendendo onore a se stessa e a generazioni di sestesi che ne hanno scritto la storia importante che conosciamo.
Domenica non solo la parrocchia ma tutta la comunità saluteranno don Franco Bonatti che, dopo tanti anni, ci lascia per continuare la propria missione a Induno Olona.
Mi piace l’idea di unire in un unico pensiero questi due momenti, in cui, la nostra comunità si trova a riflettere insieme sul proprio passato e sul proprio futuro.
Il saluto laico ad un sacerdote dovrebbe limitarsi a considerare la sua azione nella sfera pubblica e nell’agire sociale, situazioni nelle quali – da sindaco, ma anche dopo – ho avuto modo di dialogare intensamente con don Franco, apprezzandone le doti umane e l’intelligenza sociale e civile. Tuttavia, anche ricordando le parole che mi disse ormai 16 anni fa il Cardinale Martini sul nostro Parroco, voglio rendere onore proprio alle sue doti sacerdotali e, sopra a tutte, a quella sua speciale capacità di parlarci del messaggio evangelico con una semplicità e autenticità che ho sempre ammirato: se potessi salutarlo alla maniera di facebook gli dedicherei un link al Testamento di Tito o a un altro brano della Buona Novella di Fabrizio De Andrè, insuperato esempio del raccontare l’Uomo di Nazareth con attenzione soprattutto alla sua dimensione umana.

La lunga presenza di don Franco tra noi si conclude nel momento in cui la sua Sesto si vede attribuito dal Presedente della Repubblica il titolo onorifico di Città. Un riconoscimento che si basa su un’antica disitinzione di origine medievale, che, pur superata, evoca ancora i concetti di libertà e autogoverno che oggi la Repubblica riconosce a tutti i Comuni attraverso la Costituzione.
E’ indubbio che Sesto Calende, o meglio generazioni di sestesi, si sono ben meritati questo titolo, come è stato scritto su un manifesto, “grazie alla loro storia di lavoro, di progresso e di libertà”. Una storia nostra, antica e moderna, che non è affatto separata dalla storia delle altre comunità vicine e lontane, come dimostra il fatto che Sesto Calende è riconosciuta da sempre come punto di riferimento, come comunità aperta, moderna, attenta alle novità e ai cambiamenti. La nostra condizione geografica, di luogo di transito e confine, ha posto le premesse di queste caratteristiche. Ma sono stati suoi abitanti, col loro spirito, formatosi in una tradizione di confronto e di dialogo con tutti, a fare la Sesto di oggi, comunità moderna e riferimento di tanti interessi di lavoro, cultura e tempo libero.
Dire che don Franco ha dato un contributo non piccolo a sostenere e continuare questa tradizione è il minimo che si possa dire. Ricordare che ci lascia in un momento difficile è semplicemente riconoscere una verità che tutti vediamo.
Mai come oggi la società è smarrita e le parole di paura, chiusura e divisione rischiano di prendere il sopravvento. Mai come oggi serve una parola di fiducia e speranza.
Mai come oggi è posta in discussione l’autonomia dei Comuni: in concreto la loro possibilità di rispondere alle attese dei cittadini. E’ cronaca di questi giorni la straordinaria mobilitazione dei Sindaci italiani, non per difendere dei privilegi, ma dei diritti.
Il momento in cui Sesto festeggia se stessa e la sua storia, è l’occasione -per nulla strumentale- per esigere il rispetto della Costituzione che garantisce a tutti i Comuni “autonomia finanziaria di entrata e di spesa”.
Viviamo uno dei momenti più complicati della storia repubblicana, ciò che impone di guardare al presente e al futuro, non solo al passato, al quale va reso il meritato omaggio.
Per andare avanti occorre che siano adottate dal Parlamento misure adeguate, ma anche GIUSTE. E occorre soprattutto che vi sia tra noi LO SPIRITO GIUSTO.
Alla cerimonia ufficiale ci saranno i Sindaci che hanno guidato Sesto in momenti positivi e in momenti difficili. Essi lo fecero con uno straordinario spirito di libertà, di iniziativa e di rispetto che contribuì, non meno del lavoro e della produzione materiale, a far crescere la nostra Sesto. Anche oggi, soprattutto oggi, serve questo spirito.

Cordiali saluti

Roberto Caielli - già Sindaco di Sesto Calende

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