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A proposito della rapidità della manovra finanziaria in corso

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5 settembre 2011

Egregio Direttore,
 non starò qui a ripetere le macroscopiche contraddizioni dei nostri governanti, nazionali e locali, in particolare della Lega che in periferia (anche a Varese) protesta contro le decisioni dei suoi vertici “romani”: è un comportamento assurdo e folle, senza alcun senso se non quello di cercare di tener compattata la sua base, fuori da ogni logica razionale quello di “protestare contro se stessi”, come ha ben fatto rilevare il suo lettore Orbilius (lettera n. 42/9) . Ho anche particolarmente apprezzato il commento lucido e disincantato sulla grave situazione geo-politica attuale di Enea Bontempi (lettera n. 47/9, che invito i Suoi lettori a leggere e meditare), fors’anche preveggente di mali ancora peggiori. 
Quanto poi all’annoso problema della riduzione del debito pubblico, che grava come un macigno sulle spalle degli Italiani, e all’ ”urgenza” di risolverlo impostaci dalla Comunità Europea con la B.C.E. in testa, nonchè alle recenti autorevoli dichiarazioni del Presidente della Repubblica Napolitano affiancato dal Presidente dell’ Università “Bocconi” Mario Monti in occasione dell’annuale workshop di Cernobbio, mi permetto di fare alcune osservazioni:
1) i nostri lungimiranti politici hanno finora dormito, lo hanno sempre sottovalutato e, in tutt’altre faccende affacendati, non hanno mai fatto nulla di serio per affrontarlo (tant’è che è andato continuamente crescendo); 2) ora che sono messi alle strette dai partners europei e dalla bufera speculativa dei mercati finanziari che si è abbattuta in particolare sull’Italia si vedono costretti a varare misure anticrisi d’urgenza (in soli 4 giorni dovrebbero fare ciò che non hanno saputo fare in dieci e più anni! come fa ben notare il lettore Roberto C. -lettera 48/9-);   3) non ne può uscire che una manovra frettolosa, approssimativa e pasticciata, con continui cambiamenti, che ancora una volta (data anche la composizione dell’attuale governo) non osa affrontare il problema alle radici e scarica il peso maggiore sulle classi meno abbienti (come ormai è chiaro a tutti e sottolineato da autorevoli commentatori di politica economica); 4) per questo sia Napolitano che Mario Monti, appellandosi alla “necessità ed urgenza” di attuare la manovra finanziaria hanno escluso l’ipotesi del varo di un “governo tecnico” (ventilata anche dall’Ambasciatore Sergio Romano) atto a fronteggiare l’emergenza economica, praticamente demandando la soluzione dei guasti a coloro che li hanno prodotti (cioè al duo B.B.).    Questo perchè ormai la situazione è così grave che nessuno si sente in grado di porci mano per rimediare alla catastrofica e dilettantesca conduzione di tanti anni di malgoverno del “binomio B.B.”.    In altre parole è stato detto a quei due “Arrangiatevi, i danni li avete prodotti voialtri ed ora tocca a voialtri trovarci i rimedi”. Così la “patata bollente” torna al mittente, con buona pace di tutti, e la pantomima continua! 
Cordialmente 
Giovanni Dotti - Varese

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