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A proposito di guasti al passaggio a livello

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6 dicembre 2009

Egregio direttore,
la sicurezza in corrispondenza dei passaggi a livello (PL) da parte delle FS è stata sempre ritenuta una priorità assoluta. Va considerato, a proposito, che un tempo le stazioni della linea essendo presenziate potevano intervenire con tempestività ed efficacia. Ai dipendenti in servizio, infatti, incombeva l’ obbligo di proteggere con cavalletti ed altri ausili luminosi (torce a vento , bandiere, fanali con colore rosso e perfino trombe) l’ attraversamento del PL. Oggi le stazioni della linea sono tristemente prive di personale, la circolazione dei treni viene diretta a distanza da un unico operatore (DCO) e il guasto ai PL affrontato in vario modo. Alla protezione dei PL di stazione guasti (sbarre o semaforo) provvede sempre il personale (ove presente). Poiché il guasto ai PL impedisce la disposizione del segnale di partenza a via libera (verde) a tutti i treni (merci e passeggeri) per poter proseguire viene prescritta la “ MARCIA A VISTA” in corrispondenza del PL, idendificato con la progressiva chilometrica. Il macchinista in quel caso ferma il convoglio prima dell’ attraversamento, fischia ripetutamente e prosegue il viaggio a velocità ridotta accertandosi che non vi siano interferenze con il passaggio della locomotiva. Va ricordato che con la nuova normativa sono diverse le aziende ferroviarie che producono e fanno viaggiare treni (sulla linea Luino-Gallarate ve ne sono sei) dando vita a comportamenti diversi ma senza pregiudicare la sicurezza. Mi risulta, ad esempio, che il personale di Trenitalia chieda l’ intervento dei CC o polizia locale prima di impegnare il PL. Certo è che sul personale di macchina incombono compiti pesanti e qualche volta è stato ritenuto da parte della magistratura l’ unico responsabile in casi di malaugurato incidente . Viceversa il personale che dirige la circolazione, con la prescrizione di marcia a vista è tutelato davanti alla legge. Resta il fatto che l’ incrocio fra linea ferroviaria e viabilità ordinaria costituisca un potenziale pericolo. Si pensi alla presenza di fitta nebbia. Occorrono certamente ulteriori disposizioni al riguardo, anche in riferimento all’ art. 44 del Codice della Strada, ed una oculata prudenza degli utenti della strada. Andrebbero, altresì, generalizzati (ove tecnicamente possibile) i sottopassi con una sinergia fra enti locali (comuni e province), ANAS e RFI soprattutto sulle arteria a traffico più intenso.
Giovanni Mele - Luino

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