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A proposito di Valle Olona

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11 aprile 2007

Gentile Direttore,

credo che il rave party che in questi giorni ha “monopolizzato” la Valle Olona non abbia avuto solo conseguenze e lasciti negativi sull’ecosistema della vallata. Credo che la goliardata organizzata da tanti giovani senza pensieri abbia risvegliato nelle amministrazioni locali una problema che da troppo tempo tutti avevano dimenticato o abbandonato in un cassetto.

La Valle Olona è stata sfruttata per anni per essere poi dimenticata. Gli insediamenti industriali abbandonati hanno contribuito a dare una immagine di fatiscenza e decadenza di un ambiente naturale così determinante nella morfologia del nostro pregevole e unico territorio.

Per questi motivi non posso che essere d’accordo con la proposta della associazione “Domà Nunch” che propone una ri-naturalizzazione della valle con la creazione di un ambiente fluviale e boschivo.

La proposta è coerente e potrebbe essere integrata in un progetto di più ampio respiro consistente nella rivalutazione del parco Rile Tenore Olona e nella creazione di una area protetta che si collegherebbe mediante piste ciclabili al neonato Parco 3 Castagni di Tradate.

Spesso le amministrazioni comunali confondono il concetto di rivalutazione e recupero del territorio con il concetto di libera costruzione che sfocia inesorabilmente in speculazione edilizia. In pratica è diffuso il concetto che un territorio non si può recuperare a meno di non costruirci sopra.

Credo che in tutto questo andrebbe ricercato un punto di equilibrio. Personalmente sarei anche disposto ad accettare la rimozione di migliaia di metri cubi di cemento a costo della costruzione di alcune strutture preferibilmente orientate alla accoglienza turistica , il tutto nell’ottica di riportare una valle e il suo alveo agli antichi fasti.

La rimozione di una cartiera e riqualificazione di un territorio non devono passare per forza di cose dalla edificazione di un villaggio residenziale o di qualche ecomostro nel caso peggiore. Credo che i cittadini in questo dibattito non debbano considerare l’ipotesi di barattare del cemento vecchio con dei mattoni nuovi.

Agli amministratori comunali e alla provincia la Valle Olona può offrire una ulteriore opportunità di crescita sul versante del turismo di qualità, turismo che si andrebbe a creare solamente se si è in grado di offrire al visitatore la bellezza originaria del proprio territorio e non solamente una ennesima colata di cemento.

Il collegando mediante piste ciclabili con l’imminente Parco 3 Castagni e il Parco Pineta di Tradate sarebbe poi la ciliegina sulla torta e dimostrerebbe che la provincia di Varese punta sul verde, sulla qualità della vita, sul turismo di qualità e sulle sue specificità storico-rurali. Agriturismi e cascine rivivrebbero di nuova vita e sicuramente molti giovani verrebbero spinti a considerare la terra e la sua tutela come una opportunità di crescita, una opportunità che sicuramente verrebbe sfruttata da tutte quelle persone che nei weekend scappano dalle nostre città diventate ormai invivibili e terra di nessuno.

Cordiali Saluti

Felice Griffi

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