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Affresco al Sacro Monte: Guttuso o Nuvolone?

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5 giugno 2011

Egregio Direttore,
recentemente ho preso visione di un bel volumetto che raccoglie gli ATTI del CONVEGNO sull’architettura del SACRO MONTE sopra VARESE, svoltosi presso la Villa Recalcati il 26 nov. 2005. Lodevole l’impegno di tanti studiosi, in primis del prof. Luigi Zanzi, puntuale e documentato come sempre, che ha magistralmente tracciato la storia della Fabbrica della “Via Sacra” sottolineando l’importanza della sovraintendenza a quest’opera monumentale del “Mancino”, cioè di Giuseppe Bernascone, sommo architetto autore tra l’altro del magnifico campanile della Basilica di San Vittore che è diventato l’emblema della nostra Città. Notevole e molto interessante ho trovato anche l’intervento del geometra Roberto Baggio a proposito di una interpretazione in chiave astronomica, aspetto questo affascinante anche se poco noto che fa luce sull’ubicazione e l’orientamento di tutto il complesso monumentale.
Non vorrei sembrare stonato se mi intrometto nel contesto di così importanti studiosi, ma da “rompiscatole” come molti mi giudicano mi permetto di esternare un pensiero che da anni (cioè fin da quando il noto pittore contemporaneo Renato Guttuso ridipinse il murale della “Fuga in Egitto” all’esterno della terza Cappella – quella della “Natività” -) mi turba profondamente. Confesso che l’acrilico di Guttuso non mi è mai piaciuto, ed ho trovato anche irrispettoso porlo in un contesto storico-monumentale genuino come quello del Sacro Monte, gioiello artistico insuperabile di armonioso connubio tra architettura, scultura e pittura tramandatoci “intatto” attraverso i secoli.

Non ce l’ho intendiamoci, a scanso di equivoci, col maestro Guttuso, da tutti riconosciuto come grande artista ed anche da me apprezzato, ma con tutti coloro che hanno consentito la sostituzione del bellissimo e poetico affresco secentesco del Nuvolone (che non era affatto in pessime condizioni come a suo tempo si è voluto far credere, per autorizzarne l’eliminazione) per commissionare a Guttuso il nuovo murale in acrilico, che – a mio avviso – stona in maniera eclatante con la Cappella e con tutto il resto della Via Sacra e che costituisce in quel contesto un vero e proprio “elemento estraneo”. In una bella pubblicazione del 1981: “Il Sacro Monte sopra Varese”( ad opera di Piero Bianconi, Silvano Colombo, Aldo Lozito e Luigi Zanzi, Ed. Electa) a pag. 52, fig. 42, è riportato l’affresco di Carlo Francesco Nuvolone, che come si può vedere era ancora in discreto stato e bastava che fosse saggiamente restaurato (anch’io posseggo una diapositiva di detto affresco scattata in quegli anni). Si è invece preferito eliminarlo, in spregio all’Autore del ‘600 ed a tutto il contesto storico-artistico sacromontano, forse per “rivitalizzare” il Sacro Monte, meta a quei tempi un po’ dimenticata, nella logica utilitaristico-consumistica di incrementare l’afflusso turistico di visitatori (almeno così credo abbiano pensato l’allora arciprete mons. Pasquale Macchi ed altri Varesini che contavano). Infatti in una pubblicazione del 1983, che ho conservata, dal titolo “Guttuso al Sacro Monte” il prof. Luigi Zanzi, che pure stimo ed apprezzo, ne intesse le lodi sperticate ed in un punto del suo discorso dice anche testualmente: “C’è stato chi (ma non lo nomina, solo lo… bastona!) con l’altezzoso sussiego degli stanchi o degli sciocchi ha sciorinato il timore che l’opera di Guttuso non s’ambientasse al Sacro Monte, e con lamenti passatisti ha gridato allo scandalo (Guttuso è una vita che fa scandalo!) invocando censure: a costoro c’è una sola cosa da rispondere: l’opera per fortuna è lì da vedere! ecc. ecc.”. Ma è proprio così certo il prof. Zanzi di possedere la Verità, e che gli altri che la pensano diversamente siano nell’errore? Perchè una buona volta non scende dalla “cattedra” e si confronta educatamente e democraticamente con loro? Perchè i convegni e i dibattiti sono sempre “riservati” ai “Soloni”, che presumono di essere più intelligenti degli altri e non vogliono neanche sentire le loro opinioni ? E la società, quella che non conta nulla, dovrà sempre inchinarsi a questi Soloni ed accettare per buono tutto quello che fanno? Via, un po’ d’umiltà non farebbe male a nessuno, anzi il confronto col “popolo” potrebbe far bene anche a loro, che così potrebbero evitare di fare o assecondare certe bischerate, e poi anche vantarsi di averle fatte. E che avrebbero potuto evitare di apportare al nostro bel Sacro Monte quello “SFREGIO” che uno “sciocco” come il sottoscritto ritiene sia stato fatto con l’imposizione dell’acrilico di Guttuso in luogo del bellissimo, riposante e poetico affresco del Nuvolone. Tanto più oggi che l’orientamento degli esperti è per il “restauro conservativo”, cioè per mantenere il più possibile intatta qualsiasi opera artistica che ci è stata tramandata nei secoli.

Ed ora un invito alla stampa: se anche l’opinione dei lettori e della gente comune conta qualcosa, perchè non promuovere un dibattito e magari anche una raccolta di firme sul tema che ho esposto? Perchè a tutto si può rimediare, a condizione che si riconosca l’errore (i “mea culpa” sarebbero ben accetti e da tutti perdonati: Errare humanum est, perseverare diabolicum!). Se dipendesse da me sposterei l’acrilico di Guttuso (che tra l’altro mi sembra abbia gravi problemi di tenuta) in un’altra sede, più “moderna” e più riparata, e ripristinerei l’affresco del Nuvolone alla Terza Cappella (le foto e i cartoni di riferimento non mancano) dove è stato ammirato dai pellegrini per diversi secoli. O conta solo l’opinione di pochi “scienziati”?
Grazie per l’ospitalità

Giovanni Dotti

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