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Aggressioni al Papa e a Berlusconi: e se fosse colpa dei farmaci?

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30 dicembre 2009

Egregio Direttore,

Non sono un esperto di salute mentale, ma ho una certa dimestichezza con i numeri e le statistiche. Le recenti aggressioni a Berlusconi e al Papa mi hanno indotto a riflettere su alcuni fatti, circa gli effetti degli psicofarmaci, che vorrei sottoporre alla sua attenzione. I protagonisti di entrambi gli episodi (e di numerosissimi altri, occorsi però a gente non famosa) erano da tempo in cura per disturbi mentali, e questo induce molti a ritenere la loro malattia come responsabile di questi comportamenti violenti: un’analisi più attenta svela però un’altra verità.
Non passa giorno senza che un luminare ci metta in guardia contro i disturbi mentali che, si dice, affliggerebbero una fetta di popolazione molto maggiore di quanto non si creda, arrivando addirittura a colpire oltre il 15%. Di questa vastissima moltitudine di svitati (depressi, schizofrenici, maniaci e quant’altro), solo una piccola parte – meno di un terzo – verrebbe correttamente diagnosticata e curata. Come mai solo questi ultimi sono responsabili per la maggior parte degli atti di violenza?
Nella migliore delle ipotesi (se cioé le cure psicofarmacologiche non facessero niente – come fossero dei placebo), dovremmo aspettarci il doppio di atti irrazionali e violenti da parte di persone ‘sane’ rispetto a quelle in cura. Se invece le cure fossero efficaci, questo rapporto dovrebbe addirittura salire, in seguito al fatto che i ‘malati’ sono ora curati e riescono a controllarsi meglio. Invece si assiste all’esatto opposto: la stragrande maggioranza di atti irrazionali e violenti viene commessa da persone in cura, dimostrando che questi farmaci non solo sono dannosi per il fisico, ma peggiorativi della salute mentale!
Incuriosito, ho cercato un po’ di dati sul web. Quello che ho trovato mi sconcerta:
1. I foglietti illustrativi inseriti nelle confezioni di molti degli psicofarmaci più venduti, riferiscono tra gli effetti collaterali la possibilità di comportamenti violenti, distruttivi e autodistruttivi. Non solo: le agenzie di farmacovigilanza di molti paesi hanno da tempo obbligato le case produttrici a mettere in risalto queste informazioni su dei riquadri neri ben visibili anche sulla confezione (come si fa da noi per le sigarette).
2. Molti di questi farmaci danno dipendenza e/o assuefazione
3. La vendita degli stessi aumenta vertiginosamente ogni anno
La lettura dei bugiardini mi ha anche insinuato il dubbio che questi farmaci possano avere un ruolo persino negli incidenti stradali o sul lavoro: le autorità di solito verificano il tasso alcolemico, ma nessuno di preoccupa di verificare se nel sangue siano presenti altre sostanze dagli effetti ben più forti.
Mi domando se questi farmaci (in inglese ‘drug’) non possano essere considerati come delle droghe vere e proprie che, modificando l’umore di una persona, artificialmente alleviano il ‘mal di vivere’, causando però danni ben peggiori.
Cordialmente.

Alberto Brugnettini

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