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Agnelli e tradizioni

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6 aprile 2009

Egregio Direttore,
assisto divertito alla diatriba sull’agnello, povero ed innocente animaletto rincorso da varie religioni ed in varie stagioni! Tempo fa erano affissi ai muri di Luino dei
manifesti, non firmati, ma verosimilmente targati Lega o destra (la pensano allo stesso modo), nei quali era raffigurata la povera bestiola impaurita, mentre una nera mano islamica impugnava un pugnale somigliante ad una scimitarra, e se non ricordo male lo slogan era "l’Italia non è la Mecca". Sante parole, l’Italia non è la Mecca perchè in Italia lo stesso rituale religioso lo si fa qualche mese dopo, eppoi lo fa il macellaio, delicatamente, è tutto un’altro discorso, non c’è paragone! Queste sì che sono le belle tradizioni italiche da valorizzare, da riscoprire, come il presepio che si fa a scuola! Ideuccia: perchè non portiamo questa simpatica tradizione popolar-religiosa nelle scuole pubbliche di ogni ordine e grado? Perchè non sgozziamo l’innocente animale direttamente sulla cattedra di ogni aula, e poi lo appendiamo alla lavagna per scolare il sangue? Non dimentichiamo le nostre radici ebraico-cristiane, le tradizioni, che casualmente sono le stesse dei musulmani.
Cordiali saluti.
 
Silvano Madasi

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