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Ai firmatari della lettera-manifesto su Malpensa

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17 ottobre 2007

Egregi Signori,
abbiamo appreso della Vostra adesione all’appello- lettera di Letizia Moratti, relativamente al
“salvataggio” di Malpensa. Siamo convinti che la Vostra adesione sia frutto di una consapevolezza
civile e di un ragionamento economico relativo al benessere del Nord, ai posti di lavoro, al
business.
Quindi non intendiamo né fare capi d’accusa né rimproveri. Vi preghiamo solo di ascoltare
anche le nostre ragioni e di aggiungere al Vostro ragionamento un tassello importante relativo
all’ambiente e alla salute dei cittadini.
La nascita della Grande Malpensa ha infatti segnato, per il territorio circostante e in
particolare per i cittadini piemontesi (migliaia di persone) dell’Ovest Ticino, cittadini che noi
rappresentiamo, l’inizio di un disagio intollerabile e una serie di rischi per la salute.
L’inquinamento acustico proprio dei decolli e dei sorvoli a quote molto basse segna ormai le
giornate di questi cittadini, il cui territorio è sempre stato a vocazione agricola, residenziale e
turistica. Il danno alla qualità della vita e alla salute è enorme, amplificato dal conseguente
inquinamento atmosferico: è noto che un aereo, in fase di decollo, inquina come centinaia di auto
non catalizzate.
La nostra vita è sconvolta: anche noi abbiamo dei diritti e intendiamo difenderli. Che senso
ha battersi per ridurre l’inquinamento nelle città e nelle aree omogenee, se poi si creano situazioni
che esportano “veleni” e rumore addirittura al di là del Ticino? Che senso ha avvertire dei rischi
del “fumo” e del “rumore che uccide” se, in nome del progresso e del business, si massacrano
territori fino a pochi anni fa, incontaminati?
Un ulteriore rilancio della Malpensa sarebbe, per noi, esiziale. Prima di tutto illegittimo:
infatti una seria valutazione di impatto ambientale, né la valutazione ambientale strategica,
richieste per legge italiana ed europea per una struttura di tale entità, non sono mai state fatte, atto
e omissione gravissimi. Ma un rilancio, come si va dichiarando fino a 40 milioni di passeggeri
sarebbe criminale: estremamente dannoso e per la nostra salute e per il Parco del Ticino, area della
biosfera tutelata dall’Unesco, che l’espansione dell’aeroporto e delle infrastrutture dedicate
minaccia sempre di più: il rischio è la sua estinzione.
Vi preghiamo quindi di riflettere in base a queste informazioni: non esiste solo il business e
l’economia di una regione. Esistono le esigenze e i bisogni di salute e di qualità della vita dei
cittadini che risiedono sul territorio. Molti di Voi sono intellettuali, scrittori, illustri medici e
primari: non è possibile che ignoriate queste ragioni.
Il futuro di Malpensa, secondo noi, è nell’armonizzazione e nella gestione coordinata di un
sistema aeroportuale del Nord Italia, e nella rinuncia al ruolo di hub, impensabile e insostenibile
per localizzazione e potenzialità oggettive.
Nella piena disponibilità a colloquiare con Voi e a fornire ogni altra informazione possibile

Elena Strohmenger - Presidente del COVEST

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