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Al Circolo ho avuto cure mediche umane ed eccellenti

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20 novembre 2012

Gentile Redazione Varese News,

 
vorrei pubblicaste questo mio elogio alla Struttura Ospedaliera Di Circolo di Varese:
"Si fa tanto parlare di malasanità ed i fatti di cronaca, purtroppo, non smentiscono le ripetute accuse che i pazienti rivolgono al nostro Servizio Sanitario Nazionale.
Eppure io posso e voglio raccontarvi una storia diversa. Giovedì scorso sono stata ricoverata per una brutta colica all’Ospedale di Circolo di Varese. Posso testimoniare l’assoluta professionalità, attaccamento al lavoro e umanità del personale del Pronto Soccorso, dove ho trovato la D.ssa Q….a che, dietro il mio rifiuto al ricovero, si opponeva con dolcezza ma irremovibile fermezza.
 
Ho passato una notte in lì, in PS perché non c’erano posti in reparto, e mai una sola volta, nonostante il tanto, troppo, da fare, mi hanno lasciata senza un’informazione o una parola buona.
Quando sono stata trasferita in "gastroenterologia" ero molto timorosa: alcuni ospedali sono delle caserme militari per come vengono gestite, con rigidità di orari e limiti ai pazienti, a cominciare dalle visite dei parenti. Invece ho trovato un reparto impeccabile ma che lascia fiducia  e libertà ai pazienti, e proprio per questo ancor più rispettato da tutti, perché lo sentiamo come “roba nostra”. Ambiente tutt’altro che tetro, a cominciare dalla camera, linda , bella come quella di un albergo e le grandi vetrate che guardano ai monti, lungo i corridoi.
 
E poi l’accoglienza. Un dottore è venuto a prendermi in PS e mi ha scortata fino al quinto piano, mi ha visitata e dato tutte le informazioni del caso con tanto di disegno sul perché di quelle coliche spaventose.
Ho avuto cure mediche e umane eccellenti. Anche i tecnici ed i medici della radiologia, TAC ed ecografia non hanno mai disdegnato chiarimenti e sorrisi, incoraggiamenti.
Del personale di gastroenterologia, posso solo dire un gran bene e ribadire la loro grande abnegazione a un lavoro che non può essere casuale, ma frutto di una forte vocazione a dare sollievo al malato che, per chi non lo sa, in ospedale si sente fragile, bambino, in preda ad eventi fisici che non sfuggono al suo controllo.
Ricordo con particolare affetto l’infermiera Gr…o, ed è l’unica di cui conosco il  nome, ma ci sono anche “il gigante”, il ragazzo moro della notte, la ragazza siciliana e tanti altri paramedici e ausiliari….sono certa  che si riconosceranno. E poi gli apprendisti, altrettanto allenati a far bene. Tutti bravissimi, esperti, veloci, pronti a comprendere.
I dottori: preparati , ben disposti, allegri di quell’allegria che ha chi sa fare bene e con passione il proprio mestiere, chiari, cosa quasi rara.
Un medico su tutti, una mia quasi conterranea, con origini mirandolesi come me, di una terra che ha subito il recente terremoto emiliano:  la dottoressa G…i, esempio di professionalità e amore per il prossimo.
 
A tutti loro va il mio sentito GRAZIE!
Sabrina Sasso

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