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Alitalia e il cai…. Nano

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15 gennaio 2009

Caro direttore,
E’ finalmente terminata la farneticante telenovela tutta italiana per la cessione della compagnia di Bandiera. Una compagnia che per colpa degli amministratori che sono subentrati nel corso degli anni ha accumulato debiti e sprechi in tutti i settori della sua attività, pur avendo i diritti, concessi dalle licenze di volo, per poter viaggiare sui più grandi scali internazionali.
Il governo Prodi il primo Dicembre 2006 aveva dato l’ok per cedere la Compagnia di Bandiera con l’apertura di una gara per presentare delle offerte per l’acquisto. Alla chiusura, il 13 febbraio sono pervenute 5 offerte non vincolanti : AirOne di Carlo Toto con Intesa-Sanpaolo; il fondo salva-imprese di Carlo De Benedetti M&C; Matlin Patterson Global Advisers; Texas Pacific Europe; Unicredit Banca Mobiliare . Da questi 5 concorrenti non ne rimane uno infatti il 17 luglio AirOne lascia la gara, che fallisce. Dopo di che l’ad delegato in carica Libonati lascia a Maurizio Prato che a fine luglio vara un piano staordinario d’intervento per salvare la compagnia, tagliando voli e ridimensiono malpensa. Poco prima delle feste natalizie il cda della compagnia sceglie Air Franze- Klm per cedere il 49,9% di proprietà del Ministero del Tesoro con una trattativa che porta ad avere il 14 Marzo l’offerta vincolante d’acquisto. Nel frattempo, tornando alla politica si deve registrare la caduta del Governo e la campagna elettorale fervente in corso con l’attuale Presidente del consiglio che rilancia la cordata Air One- Banca Intesa (ma la banca smentisce). Il 4 Aprile i francesi ritirano l’offerta non trovando l’accordo con le organizzazioni sindacali, A quel punto, in piena campagna elettorale Berlusconi rilancia la promuove la cordata italiana vincendo le elezioni il 14 Aprile.
Il 22 Aprile il governo uscente vara un prestito da 300 milioni per mantenere in vita la compagnia e dopo 1 mese e 8 giorni l’attuale Presidente del Consiglio assume il compito di individuare a chi cedere Alitalia, nominando Advisor Banca Intesa (strano che sia la stessa banca che aveva presentato l’offerta in precedenza).
L’unione Europea apre un indagine sul prestito-ponte di 300 milioni ma non ne blocca l’utilizzo.
Il 26 Agosto nasce la newco che il 1 Settembre presenta l’offerta d’acquisto al commissario Augusto Fantozzi (nominato con una modifica, ad hoc della legge Marzano, realizzata il 28 Agosto).
Parte il confronto, che dopo varie interruzioni e riaperture, ha portato ad un’offerta realizzata di 1.052 miliardi di euro ratificata il 20 Novembre.
In questa fase della vicenda manca solo la scelta del partner straniero che è stato deciso proprio 2 giorni fa con la scelta di Air France-KLM che ha avuto la meglio nei confronti dei Tedeschi di Lufthansa.
Analizzando l‘ultima decisone viene spontanea una domanda: non era meglio darla prima ai Francesi considerando che anche in questo caso non si è salvaguardata la bandiera in quanto gli unici a fare un grandissimo affare sono stati loro?
Airfrance è rientrata dalla finestra spendendo meno ed avendo un gruppo che ora è ancora più solido e che oltretutto ha realizzato un ridimensionamento nell’organico e ha fatto si di avere un prestito che non verrà mai restituito di 300 milioni da scontare all’offerta presentata equivalente a 1052 milioni.
Oltretutto se avessimo scelto un anno fa di darla ai francesi avremmo ottenuto un prezzo maggiore nell’offerta.
Vi rendete conto che Alitalia è una delle poche compagnie che possiede le licenze per volare nei più importanti scali internazionali e negli stessi possiede degli slot ed è appunto questo il reale valore della compagnia.
La situazione è stata portata a uno stato di scelta irreversibile sia perché la parte politica non ha avuto il coraggio di dire ai suoi avversari di essere stati capaci di ottenere un risultato soddisfacente nella prima offerta presentata sia, perché la nostra compagnia di bandiera è sempre stata gestita in maniera impropria con sprechi che hanno realizzato la definitiva cessione della compagnia.

Gennaro Gatto, Italia dei Valori Varese

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