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Alitalia, i lavoratori non vanno criminalizzati

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11 ottobre 2007

Egregio Direttore,
in effetti anch’io ho notato che il suo giornale on-line si scaglia un pò troppo spesso contro Alitalia ed i suoi lavoratori con le lettere dei lettori. Ma ognuno è libero di pensarla come vuole e per fortuna internet ha aumentato un pò la possibilità di esprimersi liberamente.
I conti Alitalia non li conosco, e credo che pochi li conoscano visto che le Dirigenze che si avvicendano annualmente, tra cui anche il pres. Sea Bonomi che dispensa critiche, tirano fuori numeri sempre diversi, dagli esuberi, alle perdite, agli aerei, agli stipendi.
Però Alitalia è un’azienda che ha sempre pagato i suoi fornitori e quindi, attualmente non è insolvente, e non può essere portata con i libri in tribunale per il fallimento. Quindi non “perchè è dello Stato”.
E non mi dite che il privato funziona meglio perchè basta pensare alla Telecom, a Volare, ecc. ecc..
Per quanto riguarda lo stipendio di un assistente di volo non mi permetto di giudicare se sia poco o molto, ma se oggi guadagnassi una certa cifra e qualcuno mi venisse a chiedere di ridurmi lo stipendio lavorando di più lotterei con lo sciopero e tutte le mie forze per evitare che ciò avvenga, anche bloccando gli aerei. Lo sciopero è un’arma di chi lavora.
Se il ricercatore non è soddisfatto dello stipendio, è giusto che protesti anche lui. Magari cercando la solidarietà degli altri lavoratori, la quale non sarà facile da ottenere attacandoli così.
Ma noi non siamo francesi e si vede! Provarono a presentare una legge 30 anche in Francia e così per una settimana non si è mosso un autobus, costringendo il governo a ritirarla. Che lezione!
Non bisogna adeguarsi alla crisi che alla fine ti porta alla fame. E’ come dire, “vado a fare anche lo schiavo, ma basta che lavoro!!!”. E anche se dovessi decidere di adeguarmi, prima devo vedere che lo facciano anche i
politici, tutti, i dirigenti e gli imprenditori, riducendosi, stipendi, privilegi, pensioni, e vitalizzi.
La frase “camerieri di bordo” credo neanchè mio nonno la usi più.
La differenza tra il lavoro di un vigile del fuoco e un assistente di volo non è molta, lavoro in turno, salvare vite, cercare di tranquillizzare la gente, uno porta i caffè, l’altro salva anche i gatti. Ma ad 11 km di
altezza e con tempi limitatissimi un pò di differenza esce fuori. A terra il pompiere il fuoco lo spegne prima o poi, e può chiamare rinforzi, in quota, è sicuramente meno probabile che avvenga, ma lo spegni prima perchè se lo
fai poi sei morto.
Comunque, credo, che se anche i pompieri non sono soddisfatti dei loro stipendi, possono protestare.
Ma il problema vero non è neanchè la cifra ma la continuità. E’ il precariato che deve essere rivisto, se non annullato del tutto salvo un primo periodo di prova.
L’indennità di disoccupazione è una percentuale in base al reddito, ma anche le tasse e il 730 o mod. Unico funzionano così quindi se non deve valere per l’uno non deve valere anche per l’altro. Dico bene?!!

Saluti

Andrea I.

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