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Alitalia, la solita questione romana

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23 ottobre 2007

Gentile direttore,
noto che sulla questione ALITALIA, ovvero sulla
decisione del management di abbandonare l’hub di Malpensa e di concentrarsi solo sull’aeroporto di Fiumicino con l’appoggio del governo, la sinistra locale, rendendosi conto della figuraccia e della perdita di consensi al nord che questa situazione incresciosa comporta, ha deciso di giocarsi il tutto per tutto, di usare tutte le armi che le
sono rimaste ovvero quelle “non convenzionali”, lanciando una vera e propria campagna d’ODIO PERSONALE nei confronti dell’attuale Presidente di SEA Bonomi per tentare di far credere che sia il manager in quota Lega il vero responsabile dei guai di Alitalia; fa parte del loro
stile: quando sono alle corde non disdegnano di ricorrere alle scorrettezze; lo hanno già fatto in passato, contro Silvio Berlusconi, dipingendolo come il “male dei mali”, facendoci una testa così con questioni anche corrette, come il conflitto di interessi e lo scandalo
del senatore Cesare Previti (condannato per aver tentato di corrompere un giudice), salvo poi andare al governo e non fare assolutamente nulla né per risolvere il conflitto di interessi di Berlusconi e anzi
approvando quella vergogna che è stato l’INDULTO (insieme a Forza Italia) di cui ha beneficiato anche Previti.
Su Alitalia cosa potevano fare ora? Oltretutto le primarie del PD hanno evidenziato che la metà dell’affluenza è stata registrata al sud, segno
di un ulteriore forte arretramento della sinistra nelle regioni più produttive del paese. E’ ovvio che oggi la sinistra debba fare qualcosa per cercare di recuperare qualche consenso al nord, ma sinceramente penso che avrebbe molto più elegantemente potuto ammettere che i guai di Alitalia vengono da un lontano passato in cui né Bonomi né l’attuale Governo credo abbiano Responsabilità; un passato in cui governavano i partiti della PRIMA REPUBBLICA, un passato in cui Alitalia assumeva
con leggerezza (arrivando a 20 mila dipendenti, il 75% dei quali risiedono nel Lazio, almeno il doppio di quanti ne sarebbero serviti, con i conseguenti enormi costi per spostare ogni giorno gli equipaggi da Roma a Milano); un passato in cui si poteva anche “sforare” con le spese, tanto poi ci pensava lo STATO a ripianare le “voragini” (usando i soldi delle tasse di chi lavora e PRODUCE al nord), cosa ora impossibile grazie ai divieti imposti dalla Comunità Europea a tutela della libera e leale concorrenza tra le varie compagnie aeree
comunitarie (e meno male!). Ma va bene così; il governo di sinistra ha le ore contate, Alitalia molto probabilmente fallirà o verrà assorbita, com’è giusto che sia in un libero mercato in cui i CARROZZONI non possono sopravvivere, Bonomi continuerà ad amministrare bene SEA come sta facendo e Malpensa, dopo un periodo di difficoltà, troverà un nuovo vettore e risorgerà; quel giorno il NORD potrà finalmente prendesi la sua rivincita contro l’ennesima squallida vicenda propinataci dal CENTRALISMO ROMANO.

Cordiali saluti
Mirko Carollo

Mirko Carollo

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