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All’Aci il bancomat non è ancora stato inventato

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12 novembre 2008

Caro Direttore,

desidero informarla di quanto successomi alla sede ACI di Varese dove ho scelto di recarmi giovedì 6 novembre per pagare la tassa automobilistica per l’anno 2008. Come è noto la tassa ha scadenza annuale ma essendo una tassa di proprietà può essere pagata in ritardo, oltre la scadenza, ovviamente con l’aggravio di una sanzione. Ho chiesto di pagare con il bancomat l’importo dovuto che comprende la tassa, la sanzione per il ritardo, gli interessi e il diritto fisso a favore dell’ACI che è di 1,55 € che effettua il servizio per conto della Regione Lombardia. Mi sono sentito rispondere che il bancomat non è ammesso presso lo sportello dell’ACI e che l’unica modalità possibile è il pagamento in contanti. Naturalmente ho protestato e ho detto che avrei pagato con un assegno. L’impiegato allo sportello mi ha gentilmente riferito che per accettare un assegno avrebbe dovuto ottenere l’autorizzazione a procedere da parte della Direzione. Pertanto sono salito al primo piano per parlare con il Direttore che non c’era. Mi è stato spiegato dal cortese personale dell’Ufficio della Direzione che il pagamento della tassa con il bancomat non è conveniente per l’ACI di Varese, che lo accetta al contrario per tutti gli altri servizi offerti. Nel caso in cui avessi pagato la tassa con bancomat, la Regione Lombardia avrebbe addebitato all’ACI l’importo da me versato prima che il mio versamento stesso fosse stato accreditato sul conto dell’ACI. L’iter non conviene all’ACI di Varese dato che l’operazione tramite bancomat richiede sempre dai 2 ai 4 giorni prima che i soldi versati giungano a destinazione del beneficiario del conto. Insomma per questo strano gioco tra il concedente, la Regione Lombardia e il concessionario, l’ACI di Varese, il contribuente presso lo sportello ACI è obbligato a pagare la tassa automobilistica in contanti Le mie ripetute proteste sono state comprese dal personale dell’Ufficio della Direzione, perché ha ammesso che alla fine come sempre in questi casi chi ci perde sono i contribuenti. Alla fine ho risolto il problema pagando la tassa con un assegno non trasferibile intestato all’ACI di Varese, ricevendo la regolare ricevuta dell’operazione avvenuta. L’episodio in sé, che mi ha visto coinvolto, non è di rilievo, ma mette in evidenza che sia l’ACI di
Varese che la Regione Lombardia antepongono agli interessi dei contribuenti la logica del profitto, provocando entrambi disagi e costi aggiuntivi ai contribuenti. E tutto questo trattandosi di tassa automobilistica e non di qualsiasi servizio per il quale si è liberi di comprare o non comprare. In seguito alla mia esperienza ho consultato il Portale dei Tributi della Regione Lombardia per verificare se fosse stata introdotta la modalità di pagamento diretta presso la Regione. Con grande sorpresa ho riscontrato che oltre all’agenzia di pratica automobilistica dell’ACI , ci
sono esclusivamente altri punti riscossione per i quali sono riportati tutti i balzelli dovuti. Insomma la Regione Lombardia invece che farsi carico del diritto fisso di concessione, dato che delega il costo del supporto amministrativo per il pagamento della tassa a terzi, aumenta di fatto l’importo della tassa automobilistica, producendo maggiore profitto per sé stessa e maggiori costi per i contribuenti.

Alessandro Ciscato

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