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Alla fine il bravuomo la passerà liscia

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30 dicembre 2009

Egr. Direttore,

Sembrano dettate da logiche opposte, inconciliabili, le due proposte di legge che i parlamentari della maggioranza, anche su pressante invito di Berlusconi, intenderebbero approvare in via prioritaria e urgente alla ripresa dei lavori dopo le feste.

La prima, depositata al Senato, vuole il processo breve e prevede che se un processo presso il tribunale penale dovesse andare oltre i due anni si estinguerebbe e tutti i suoi atti verrebbero annullati. L’altra, che va col nome di legittimo impedimento, depositata alla Camera, vuole il processo lungo perchè attribuisce all’imputato, sottraendolo al giudice, il potere di decidere il calendario delle udienze alle quali lui potrebbe partecipare, legittimando in tal modo la scelta di un imputato incerto e timoroso dei fatti contestatigli di tirare in là con gli impegni il più lontano possibile.

Dopo la bocciatura del lodo Alfano da parte della Corte Costituzionale si sono riaperti i processi che vedono imputato Berlusconi per corruzione e frode fiscale. La loro durata è prossima ai due anni per cui, in vigore tra poco il “processo breve”,essi potrebbero decadere. In vigore invece il “legittimo impedimento”, gli stessi processi potrebbero essere portati alle calende greche perchè, una volta per la riunione del Consiglio dei Ministri, un’altra volta per l’inaugurazione di una strada, un’altra volta ancora per un viaggio all’estero, Berlusconi potrebbe non presentarsi mai nell’aula di giustizia e si arriverebbe così alla prescrizione.

Alla fine,in un modo o in un altro, di riffa o di raffa, il nostro bravuomo la passerebbe liscia.

Cordiali saluti

Maria Pellegatta Segreteria Federazione PdCI Varese

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