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Allora chiudiamo Malpensa

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27 settembre 2006

Prendo spunto dalla lettera del Sig. Bottiani,il quale si è trovato coinvolto suo malgrado in una situazione di emergenza dopo il decollo da Malpensa.
E’ un bene e un dovere che il signore si preoccupi della salute del territorio in cui vive,però vorrei fare alcune considerazioni ed esprimere alcuni dubbi sulla questione Malpensa.
Che lo scarico “dumping” di carburante sia una manovra normale qualora si abbia la necessità di ri-atterrare il prima possibile in caso di emergenza, è un dato di fatto ed è riportato su tutti i manuali di volo.Che sia ” tutt’altro che inusuale”,come citato nell’articolo,non mi risulta.
Grazie a Dio i velivoli che abbiano la necessità di rientrare a Malpensa dopo il decollo non sono molti e non necessariamente tutti devono scaricare il carburante.
Il dubbio che nutro più in generale sulla questione Malpensa, sta nel fatto che questo articolo esca stranamente in un momento in cui da parte dei media a livello nazionale e dai politici, ci sia un attacco frontale e giornaliero all’hub varesino a causa della questione Alitalia e proprio nel momento in cui dalle istituzioni lombarde si stia parlando di un ampliamento dello scalo.Questo episodio,ne sono certo sicuramente verrà preso come cavallo di battaglia dalle varie associazioni ambientaliste nei prossimi raduni.
Provocatoriamente,ma non troppo,chiudo questo mio articolo dicendo che sarebbe il momento di fare delle scelte coraggiose.Se Malpensa da cosi fastidio e non la si ritiene un’opportunità,la si chiuda una volta per tutte ma si mettano nero su bianco anche i nomi di chi ha interesse e contribuisce a farla fallire , soprattutto ai 10000 e forse più che molto probabilmente perderanno il posto di lavoro.

SALUTI.
marco_bergamini@libero.it

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