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Amsc e il sindaco di Gallarate

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23 dicembre 2009

Egregio Direttore,
in margine alla consueta relazione natalizia, con l’elencazione delle realizzazioni che verranno fatte nei prossimi anni, il Sindaco di Gallarate si è soffermato anche sulla situazione della società multiservizi di proprietà del Comune: «Amsc è in una situazione delicata – ha spiega to il primo cittadino -, la stessa di tutte le realtà simili. I bilanci sono nello stato in cui sono perché Amsc ha continuato ad investire, al contrario di tante altre realtà che hanno pareggiato i bilanci, ma senza incrementare e mantenere i servizi ad un livello adeguato . Le ragioni delle difficoltà vanno ricercate nella mancata applicazione dell’Ato e delle tariffe ferme da anni: sfido chiunque ad avere altri risultati con la situazione esistente».
Queste affermazioni meritano qualche commento.
Secondo il Sindaco di Gallarate la pesantissima situazione debitoria di AMSC deriva innanzitutto dagli investimenti fatti.
Penso che si possa essere, in buona parte, d’accordo: se oggi il gruppo AMSC si trova ad avere un deficit così rilevante, circa 10 milioni di euro accumulati negli ultimi tre anni, e una così pesante situazione debitoria, circa 30 milioni di euro di debito verso le banche, è anche a causa di alcuni investimenti: pensiamo solo alla perdita della più sballata delle iniziative, quella della gestione della piscina di Saltrio, che – da sola – è costata ai contribuenti gallaratesi 1 milione e 400 mila euro.
Oppure guardiamo al costo del parcheggio in via Bonomi che, con gli interessi pagati, è lievitato fino a circa 12 milioni di euro con una spesa per ogni posto macchina che è doppia rispetto a quella di una analoga struttura a Varese.
Oppure, ancora, valutiamo gli oneri fin’ora sopportati per l’improbabile spedizione oltremare per la metanizzazione della Sardegna. E così via, passando anche necessariamente ad analizzare criticamente una politica di "sponsorizzazioni e di spese pubblicitarie" che è, diciamolo eufemisticamente, discutibile.
Ma il deficit non deriva solo dagli investimenti e dagli oneri di propaganda.
C’è soprattutto un peso complessivo per la gestione delle diverse società in cui è stata spezzettata l’originaria azienda municipalizzata (nove società tutte con lo stesso presidente o amministratore delegato) che ci sono costate in due anni – per emolumenti al presidente, ai consiglieri di amministrazione, ai collegi sindacali e ai revisori dei conti – qualcosa come 1 milione e mezzo di euro e che rendono macchinosa ed estremamente gravosa la conduzione del "gruppo".
Pensiamo solo, a questo proposito, a quella scatola vuota che è ancora oggi Prealpi Gas, società che dovrebbe invece essere il volano per lo sviluppo del più importante ramo di attività aziendale.
Ma infine il deficit deriva anche – ha ragione il Sindaco – dalla mancata applicazione dell’ATO.
Si tratta dell’organismo provinciale per la gestione del sistema idrico che è rimasto bloccato per anni a causa di una faida che è tutta interna alla maggioranza di destra: è ai vertici provinciali della Lega e di Forza Italia che il Sindaco dovrebbe rivolgere le sue giustificate rampogne.
In conclusione, io non penso che, a questo punto, ci siano persone capaci, con una bacchetta magica, di raddrizzare miracolosamente questa barca che ha ormai imbarcato troppa acqua e che è andata appesantendosi con troppa zavorra.
C’è però la possibilità di iniziare, con buona volontà, a rimettere gradualmente in ordine i conti e a gestire con oculatezza questo patrimonio che è di proprietà dei Gallaratesi e che è stato faticosamente messo insieme con il lavoro di generazioni di nostri concittadini: non dimentichiamo che questa società, che oggi ha una posizione finanziaria netta negativa per più di 18 milioni di euro, ancora alla fine del 2001 (quando è entrata in opera l’attuale dirigenza politica) aveva in cassa 12 milioni di euro e portava ogni anno nei bilanci comunali il frutto degli utili aziendali.
Per operare questo cambio di rotta occorre una guida capace, competente, onesta, in grado di rimettere ordine in quel caos societario che è oggi la galassia AMSC.
Il presupposto indispensabile è quello di un passo indietro della politica parlata e di un passo avanti della buona amministrazione.
Bisogna che chi ha gravemente sbagliato ceda il posto a quelli – ce ne sono anche dalla sua parte – che conoscono la materia e che sono in grado di operare nell’ottica della corretta gestione di questo bene pubblico .
Io sono veramente convinto che, si fronte a una reale volontà di cambiamento, nessuna forza politica responsabile farà mancare il proprio contributo nella consapevolezza del superiore interesse della città.
Un cordiale saluto.
 
 
Angelo Bruno Protasoni - Gallarate

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