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Amsc e la pubblicità

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6 aprile 2009

Egregio Direttore,
a Gallarate sono in atto contemporaneamente, in questi giorni, due campagne pubblicitarie: una della locale sezione del partito di governo e l’altra delle aziende pubbliche servizi comunali.
La coincidenza grafica e coloristica dei due messaggi è strabiliante e secondo me giustificherebbe una denuncia per plagio da parte dell’autore del manifesto originale nei confronti del copiatore.
Ironia a parte, è del tutto evidente che la voluta confusione fra partito e azienda pubblica è assolutamente inopportuna: ricordiamo tutti i danni causati all’Italia da un precedente partito-stato retto da un ducetto.
Resta in ogni caso il dubbio sull’utilità per la nostra città di una pubblicità così martellante fatta da una azienda comunale, AMSC, e pagata con i nostri soldi.
Questa azienda riceve più del 90% dei propri introiti per servizi svolti in posizione dominante (Gas) o addirittura monopolistica (Acqua, Nettezza Urbana, Parcheggi, Trasporti, ecc.): chi compra l’acqua o deve smaltire la propria spazzatura non ha certo modo di rivolgersi a un altro fornitore. Così è anche per il tutti gli allacciamenti, a cominciare da quello del gas e dell’acqua: siamo obbligati a rivolgerci sempre e comunque ad AMSC.
Perchè dunque questa azienda pubblica spende in pubblicità cifre così ingenti?
Perchè lo fa, soprattutto, in una situazione debitoria gravissima quale è quella in cui si trova?
Ricordo che lo scorso anno il PD di Gallarate dimostrò, conti alla mano mai smentiti, che la somma dei deficit delle diverse aziende ex municipalizzate (gruppo AMSC) era già superiore a quattro milioni di euro nel 2007. Ricordo anche di aver letto più volte la richiesta dello stato dei conti per il 2008, sicuramente ancora peggiore, ma sempre senza nessuna risposta da parte di questa azienda pubblica di cui noi continuiamo a pagare il deficit.
Perchè allora queste spese evidentemente inutili ai fini aziendali?
Perchè il presidente unico di tutte queste aziende pubbliche gallaratesi in crisi, che è anche responsabile provinciale di Forza Italia (e forse in futuro del nuovo PDL) sente il bisogno di comperare "banners" e intere pagine pubblicitarie sugli organi di informazione provinciali?
Non esiste una questione morale e un conflitto di interessi in questo caso?
Gli stessi altri leaders provinciali del partito, varesini o bustocchi che subiscono questa "concorrenza" sleale, non hanno niente da dire?
Io sono convinto, veramente, che direttori e giornalisti con la schiena dritta – e tanti ne conosciamo per i loro scritti – dimostreranno coi fatti il loro rifiuto di questi evidenti (a mio avviso anche controproducenti) tentativi di condizionamento.
Resta però, comunque, un fatto amaro: ma che paese è mai diventato il nostro quando i cittadini e la libera stampa sono costretti a difendersi da soli rispetto a deviazioni così palesi?
Un cordiale saluto
 
 
Roberto Macchi - Gallarate

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