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Anarchia.. e se ti ammali dove vai?

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5 aprile 2011

Caro Direttore, vorri portar il mio contributo al dibattito sollevato da Marco
C. oggi. Grazie

Caro Marco, leggo con piacere il tuo intervento sull’anarchia. Intenti nobili,
idee condivisibili, ma che facciamo? Ci mettiamo tutti a vivere come proponi tu?
Sarebbe impossibile perché non esisterebbe una societa’ che ci permetterebbe di
vivere ai suoi margini beneficiano dei diritti e dei servizi di chi contibuisce
a tenerla in piedi (cioè tutta la gente che paga le tasse).

Facciamo degli esempi?
Se ti ammali, dove vai? Vai dal medico facendo valere i tuoi diritto di
cittadino italiano, magari in carico a tuo padre e usufruisci dei servizi pagati
dalla comunità (medicine, ospedale, medico), o ti lasci morire, o vai da qualche
tuo amico che ti cura gratis?
Se hai fame o sete, che fai? In questa società per assurdo si può vivere anche
di cibi scaduti e bevendo l’acqua del rubinetto, tanto grande è l’abbondanza e
lo spreco che c’è nella nostra catena di distribuzione. Ma se tutti vivessero in
questo modo, chi produrrebbe il cibo per sfamare tutti? Nei paesi
sottosviluppati sarebbe applicabile questo concetto?
Se vuoi dormire in un posto riparato, che fai? Vai in una casa di un tuo amico
al caldo o in una costruzione dismessa oppure ti addormenti vicino ad un muro?
Quanta sarebbe la tua aspettativa di vita? 30 – 40 anni rispetto all’attuale 80
anni? E così di pari passo, per citare alcuni esempi di bisogni primari.
L’anarchia è una bella idea utopica che si puo’ anche vivere: basta andare o
fondare qualche comunità autosufficente in un posto sperduto del pianeta, senza
soldi, capi e impegni sociali. Ma sarebbe un progetto estendibile a tuo padre, a
tuo zio o alla tua ragazza? Non è forse meglio lottare per cambiare questa
società per renderla più giusta e solidale? Pensaci. La strada dell’impegno e
del “fare il proprio dovere” è molto più faticosa e lunga e forse anche
frustrante, ma è, a mio modesto parere, l’unica via percorribile, per tutti.
Ciao

Pier Angelo Gianni

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