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Anch’io in ostaggio sul Milano-Laveno

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13 settembre 2006

Egregio Direttore,
scrivo al Suo giornale per sottoscrivere, in tutte le sue parti, la lettera inviataLe il 12 settembre scorso dal signor Contino in merito ai disservizi offerti dalle Nord. Come il signor Contino, anch’io sono vittima dello stesso sistema ferroviario, che definirei, più che obsoleto, totalmente scassato! Da lunedì 4 settembre (giorno in cui ho ripreso il lavoro) ad oggi, solo un treno è stato puntuale…non male come media: un unico viaggio in orario su 15 effettuati! Anch’io ho perso minuti e ore della mia vita in ostaggio sul Milano-Laveno. Proprio ieri sera l’ennesima beffa: un bel guasto (ma non si capisce che tipo di guasto!) alla stazione di Domodossola… l’ennesima giornata – dopo dieci ore di lavoro – definitivamente rovinata dall’incompetenza, dal lassismo e dalla disorganizzazione di questo sistema che ogni volta ci stupisce, perchè se prima dell’estate pensavamo di aver toccato il fondo…beh, ci sbagliavamo…il famoso fondo, in questo caso, pare proprio non esserci. Il ritardo cronico dei treni al mattino, nelle ore di punta, sta addirittura mettendo a repentaglio il mio posto di lavoro: il mio datore stenta a credere alla situazione paradossale che sono costretta a vivere… in effetti, questa storia ha dell’incredibile! Evito anche di farmi fare la certificazione del ritardo dalle stesse Nord: vorrebbe dire fare code, parlare con gente totalmente impreparata ed arrivare in ufficio con un ulteriore ritardo… non me lo posso proprio permettere. L’unico rimedio che ci resta è quello di prendere il treno prima: ad esempio, io che devo raggiungere il centro di Milano per le 08.45, non posso prendere più il treno delle 7.30 che dovrebbe arrivare a Milano alle 08.15… basta che io sacrifichi un’ulteriore mezz’ora della mia vita e mi organizzi per il treno delle 7.10… insomma, partendo alle 7.00 ce la farò a raggiungere il centro per le 8.45? Quasi due ore…per 42 km! Come andare a Genova! E poi mi dicono che siamo nel 2006! Non ci credo…
Ancora tutta la mia solidarietà al signor Contino, nella speranza che, un giorno, i nostri reclami e le nostre voci di abbonati PAGANTI, possano servire a cambiare le cose.
Cordiali saluti.

Lise Begalli

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