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..Ancora a proposito d’Europa/2

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4 gennaio 2010

Vorrei fare alcune precisazioni prendendo spunto dalla lettera del Signor Osvaldo Bossi dal titolo "Ancora a proposito d’Europa". Parto col dire che non appartengo a nessuna formazione ed ideologia politica e che ciò che scrivo è semplicemente una lettura neutrale della storia. Non condivido la lettura fatta ed in particolare il richiamo verso lo stato polacco. Parto dal 1939. Dopo un accordo tra Hitler e Stalin (Patto Molotov – Ribbentrop firmato a Mosca il 23/08/1939) sulla spartizione della Polonia, il primo settembre 1939 la Polonia viene invasa dall’esercito tedesco ad ovest ed il 17 settembre dalla Russia ad est. In entrambi i casi ne fece le spese il popolo polacco, trucidato sia ad ovest che ad est dagli invasori. Una testimonianza diretta la si può trovare rileggendo la storia di Giovanni Paolo II il quale dopo l’invasione tedesca fuggendo verso est una volta saputo dell’invasione russa decise per "il male minore" di ritornare a Cracovia sotto l’occupazione nazista, ritenuta meno dura di quella russa. Quindi non parlerei per quanto riguarda i russi di liberatori bensì di occupanti. Certamente i sucessivi avvenimenti bellici portarono la Russia ad una collaborazione con gli alleati. Riconosco ed è storia che i campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau furono liberati dai russi il 27/01/1945 così come tutti gli altri campi in Polonia. Riconosco anche ed è storia la conferenza di Jalta 11/02/1945 tra Roosevelt, Churchill e Stalin dove furono prese importanti decisione su come proseguire il conflitto, sul futuro assetto della Polonia e della Società delle Nazioni. Nella relazione finale veniva inserito l’impegno a garantire al popolo la possibilità di scelta dei governanti, impegno questo palesemente disatteso nei decenni successivi (fino al 1989). Molti studiosi ritengono che la guerra fredda abbia avuto inizio proprio dopo la spartizione dell’Europa avvenuta durante la conferenza di Jalta. Vorrei inoltre ricordare anche i "Gulag" russi dove secondo le stime più recenti dal 1929 al 1953 furono internate circa 18 milioni di persone "contrarie al regime" e di cui circa 2.400.000 morirono (stime al ribasso!) . Da alcuni documenti si legge che " in alcuni campi si praticava la selezione per eliminazione: quando i prigionieri si allineavano per il turno di lavoro, all’ultimo che si presentava si sparava come esempio per gli altri, oppure gli si negava la razione giornaliera di cibo." Non è forse questo simile a ciò che avvenne nei campi nazisti? Per quanto riguarda la storia più recente, le chiedo se è mai stato in Polonia? Sarebbe interessante parlare e farsi raccontare come si viveva in Polonia fino al 1989 direttamente dagli abitanti. Forse si capirebbe il perchè oggi a molte persone da fastidio anche lo sventolio di una bandiera. Il comunismo italiano è stato ed è totalmente diverso da quello vissuto nell’ EST Europa. Mi raccontano persone che hanno vissuto quel periodo che fino al 1989 per poter comprare qualcosa da mangiare bisognava fare estenuanti e lunghe code nei pochi negozi presenti e che la povertà era assoluta. Vorrei ricordare che tra il 1981 e il 1983 in Polonia fu istitituito lo stato di guerra ed il coprifuoco. Nel 1982 anno dei mondiali in Spagna vinti dall’Italia, in semifinale 2 – 0 contro la Polonia, tutta l’Italia festeggiava il grande evento mentre in Polonia c’era lo stato di guerra e scontri tra oppositori e regime con migliaia di arresti e morti. Grande impressione mi ha fatto il vedere una lapide nel quartiere di Nowa Huta a Cracovia dove si commemora la morte di un ragazzo di 14 anni ucciso nell’estate del 1982 dalla milizia. Aveva la mia stessa età! Concludo dicendo che il male assoluto è presente in qualsiasi sistema di regime e che prima di giudicare un popolo per le sue scelte bisognerebbe conoscere quale è stata la sua realtà senza farsi accecare da ideologie politiche. Personalmente ritengo sia il nazismo che il comunismo reale mali assoluti. Cordialmente.

Michele Andreola

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