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Ancora sui pioppi, ovvero alberi del popolo

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6 settembre 2006

Egregio Direttore,

apprendo con stupore ma anche con somma gioia della recente vittoria del
“Comitato Gallaratesi Allergici al Polline di Pioppo” e del
“Comitato contro gli incidenti da caduta alberi”,
almeno questo si evince da una serena analisi delle argomentazioni autorevolmente dottamente
addotte dall’Autorità Municipale circa l’abbattimento dei pioppi di via Venegoni.

Solo animi malvagi e invidiosi possono insinuare che si tratta di altro: è un mero caso,
una provvidenziale combinazione, che questa vittoria delle pituitarie oltraggiate dal malevolo
polline si combini con le necessità di questa o quella srl.

I cittadini felici, ebbri di gioia vedranno finalmente sparire 20 piante “vecchie non antiche”
(se vecchio significa vicino alla morte è necessario chiedersi quanto viva un pioppo e quanto
un uomo) e “quasi tutte malate” che ce n’erano di sane lo si ammette senza remora, e perchè
quelle sane sono state accoppate?
Ora i suddetti giubilanti vedranno sorgere una magnifica 4 corsie ad imitazione delle
altre amene 4 corsie già imposte sul suolo gallaratese, e un fulgido glorioso esempio potranno
già subito ammirare nella famosa “tangenzialina”
(sia il colto che l’inclita si chiede cosa mai tange che geometricamente è più propriamente secante la città),
e grande stupore manifestare per le piantine (sicuramente anallergiche e sicuramente diverse da pioppi)
che amenamente la costeggiano, piantine che, se non interviene la potente lobby degli allergici,
potranno tra parecchi decenni, ambire allo stato di albero come quelli appena abbattuti, ma albero non diventeranno mai
vista l’esigua quantità di terra nella quale sono piantate imprigionate dal cemento del fondo stradale.

Ci rido sopra, ci faccio della satira, giacchè sono minoranza, e si sa la democrazia è rispetto
delle minoranze, e per quella bella costituzione che garantisce libertà di espressione.

Una domanda seria però la voglio porre: con quale diritto si stravolge l’aspetto di una città come ora sta
accadendo? qui prodest? Parliamone!

grazie dell’ospitalità

Giorgio Rappo

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