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Ancora sul controllo e la gestione del cinghiale

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21 giugno 2011

Egregio direttore,
Mi è capitato di leggere alcuni interventi sulla stampa locale di animalisti convinti che – oltre a riprendere il solito trito e ritrito ritornello dei cattivi cacciatori che tutto fanno per il proprio fine e nulla lasciano vivo alle proprie spalle – instillano la spropositata ‘palla’ secondo cui basterebbe lasciar fare alle volpi per controllare la popolazione in eccesso dei cinghiali.
Non voglio chiedere all’’esperto’ dove abbia letto o sentito un’idiozia del genere ma mi limito, per amore della verità, a ricordare che la volpe non rientra fra i predatori del cinghiale che, in natura e nelle nostre zone, erano identificabili nei grossi rapaci e nelle linci.
La volpe costituisce, e questo non lo diciamo solo noi cacciatori ma ogni naturalista degno di tale nome ed in grado di valutare l’impatto di ogni specie sull’ambiente, un grosso problema per lepri, fagiani e avifauna in generale poiché la grande diffusione della specie, dovute all’abbondanza di cibo, ha moltiplicato il canide a dismisura con effetti devastanti sulla selvaggina.
Se passiamo ad analizzare le possibili soluzioni al problema dobbiamo partire evidenziando e ricordando a tutti che la nostra Provincia non è un territorio vergine ed incontaminato ma il frutto di secoli di interventi antropici che l’hanno modellata e modificata e che richiedono, anche per la parte faunistica, una costante ‘manutenzione’ che, nello specifico, si chiama ‘gestione faunistica’ e che, piaccia o meno, vede nel prelievo venatorio bilanciato e scientificamente gestito lo strumento unico per bilanciare l’eccezionale presenza di ungulati che decenni di gestione hanno saputo creare (mufloni, cervi, caprioli, cinghiali, ..).
Visto i risultati ottenuti fino ad oggi non resta che una soluzione: affidare la gestione faunistica di tutto il territorio provinciale a chi queste cose le fa con passione: i cacciatori; sapremo ben gestire il capitale preservando gli interessi di chi il territorio, come noi, lo vive e lo interpreta giorno dopo giorno: gli agricoltori.
Lasciateci provare e lasciateci operare su tutto il territorio provinciale perchè l’univocità della gestione e l’omogeneità dei comportamenti sono il vero ed unico segreto per un sicuro successo. Spero che gli amici agricoltori vorranno supportare questa nostra offerta di disponibilità che, in un periodo di vacche magre, offre al pubblico la possibilità di utilizzare il privato sgravando le proprie casse di costi di personale costoso e poco efficace.

Luigi Roi Presidente Federcaccia Varese

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