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Andare piano, uno stile di vita

Avarie
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20 ottobre 2017

Egr. Direttore,

va detto che Eros Barone è un “ragazzo” simpatico. Molte volte si diverte a scrivere al vostro giornale, contestando le mie lettere sugli argomenti di attualità politica o sociale. Di norma scrive il doppio del sottoscritto, dimostrando di aver maggiore dialettica e forse molto più tempo libero.

Questa volta a meritare le sue critiche è la mia lettera dove invito il comune di Varese, (ma l’appello è rivolto a tutti) per prendere provvedimenti seri e drastici per cercare di diminuire quelle che io giudico le strage degli innocenti e cioè le morti per incidenti stradali, introducendo norme per andare più piano ma anche controlli più severi, dando più potere alla polizia stradale, di fare controlli veri sulle strade e non le farse attuali che avvisano l’automobilista trasgressore prima del controllo.

Sostiene che il problema non è quello di andare piano o di controllare la velocità, ma è quello di dotare questo paese di trasporti pubblici efficienti. Proposta ovviamente sensata ma che a mio parere non può essere l’alibi per non rispettare il codice della strada solo perché è complicato e farraginoso. Sostenere poi che rispettare alla lettera il codice della strada si rischiano maggiori danni che benefici, è una sorta di pretesto pericoloso, come tutti coloro che sostengono che pagare le tasse in un paese di corrotti è da stupidi, spianando la strada agli evasori fiscali, tradendo tutti coloro che per salvaguardare la legalità in questo Paese hanno sacrificato la loro vita.

Poi è ovvio che sono tante le cause di incidenti stradali (telefonini, smartofone, guida in stato di ubriachezza o sotto l’effetto di droghe ecc.) ma la velocità rimane probabilmente al primo posto perché tutti sono abituati a non rispettarla, perché tutti vogliamo arrivare primi, anche alla morte, soprattutto quella degli altri. Sostiene Eros Barone che rispettare il codice della strada è come “dare l’aspirina ad un malato di cancro”. Ma sul suolo elvetico l’aspirina funziona.

Se in Italia nel 2016 con una popolazione di oltre 60 milioni di abitanti nel 2016 ci sono stati 3283 morti, in Svizzera nello stesso periodo con 8,4 milioni di abitanti i morti sono stati 216. Che tradotti in percentuale significa che in Svizzera muoiono per ogni milione di abitanti 25 persone contro le 54 in Italia. E non si tiri in ballo che in Svizzera i treni funzionano, come anche i controlli stradali funzionano. Mentre in Italia non funzionano né i treni e nemmeno i controlli. A parte che in Italia c’è uno Stato che non funziona, se non per i potenti, tutti i trasgressori, dagli evasori fiscali alla criminalità organizzata e non rispettare il codice della strada è un fatto criminale, visto che i morti sulle strade superano tutti gli eventi criminosi.

Ma Eros Barone alla fine della sua lettera in maniera contorta e ambigua arriva ad assolvere i pirati della strada, perché non rispettare i limiti di velocità è  “una forma di necessità in situazioni di non libertà” una teoria molto pericolosa che ha portato negli anni di piombo di questo Paese ad assolvere le Brigate Rosse con la scusa che erano compagni che sbagliavano. E cosi si fermò quel processo di cambiamento spianando alla strada ai partiti di destra e populisti.

Anch’io sogno un cambiamento. Spero che i miei nipoti possano vivere in una Europa dove tutti, migranti compresi, tutti abbiano il diritto alla vita (lavoro, casa, famiglia, scuola, salute, trasporti ecc.) ma insieme ai diritti sogno un Paese dove tutti facciano il proprio dovere. Sarebbe la vera unica rivoluzione. Perché “l’andar piano” è anche uno stile di vita perché questa società non sia più “buona a parole ma crudele e violenta nei fatti”

Emilio Vanoni – Induno Olona

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