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Andreotti, De Mita: non saranno Obama, ma hanno un cervello

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6 novembre 2008

Caro direttore,
martedì sera mentre il mondo attendeva trepidante il risultato delle votazioni negli Stati Uniti, mi è caduto ( per sbaglio) il dito su Rai Tre e ho incrociato la faccia di Casini e Rutelli.
E’ stato un attimo, un baleno, poi subito ho spento la TV.
Non so se sia stato quello, ma la notte ho avuto un incubo, non sono più abituata alle facce dei nostri politicanti.
Nonostante il gesto sia stato repentino, oltre l’espressione un po’ ebete di Floris che ride sempre, e non ne avrebbe motivo, mi hanno colpito i connotati dei due leaders dell’opposizione: sorriso imbalsamato, occhio languido il primo nel tentativo di apparire accattivante, sguardo sbarazzino dell’altro nel patetico sforzo di ingannare l’età, capigliatura simile spruzzata di neve. Poveretti, ho pensato, stanno invecchiando senza essere diventati adulti
Non seguo da tempo Ballarò, ma dopo un lungo e disintossicante periodo li ho incontrati esattamente nel punto dove li avevo lasciati, stessi fondoschiena stesse poltrone. Ma sono ancora vivi? Esistono? Sono veri? Li tolgono dall’armadio un’ora prima della trasmissione?
Mi ha preso uno sconforto infinito, quasi un malessere fisico.
Ma perchè se non c’è di meglio, e non deve esserci se sono costretti a proporci a tambur battente quelli lì, mi sono chiesta al limite della disperazione, non rinnovano il programma invitando Andreotti, De Mita o qualche altro dei quali da tempo abbiamo perso le tracce?
Sono sicura che essendo più dotati intellettualmente saprebbero dirci cose nuove; magari, ma tu guarda cosa mi viene in mente, porterebbero aria di cambiamento.
Non sono Barack Obama d’accordo; sono bruttini, un po’ incartapecoriti, ma hanno un cervello. E’ già qualcosa, no?

Roberta Lattuada

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