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Antifascismo, chi non sta facendo il proprio dovere?

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6 novembre 2012

Egregio Direttore,

noi del Comitato Antifascista di Busto Arsizio le scriviamo in merito ad alcune pagine di cronaca nate da un nostro atto compiuto il giorno 28 ottobre u.s., ovvero la pro-vocazione rivolta al Sindaco di Busto Arsizio sull’incoerenza tra la sua presenza per celebrare un martire del nazifascismo – Mauro Venegoni – e il pacifico silenzio rispetto al rinvio a giudizio per istigazione all’odio razziale di stampo fascista di un componente della maggioranza che lo sostiene in Consiglio Comunale.
E’ stupefacente constatare che questo atto sia stato trasformato nel dito a cui guardare per distrarre dalla luna, riuscendo ad aggregare l’ostilità nei confronti del Comitato Antifascista, soprattutto da parte di chi avrebbe dovuto notare… la luna!
Soggetti e forze apparentemente distanti hanno fatto a gara per esprimere il proprio disappunto addirittura sull’esistenza del Comitato Antifascista.
Apprezziamo per questo le parole espresse dal Presidente di Anpi Busto Arsizio – Avv. Ceriotti – fra i pochi a cogliere appieno "il senso del dissenso antifascista".
Non ci interessa misurarci in una gara a chi è più antifascista, ma ci preme semplicemente ricordarci di esserlo, provando a rendere la memoria pratica quotidiana.
Siamo convinti che anche la contestazione sia atto legittimo in democrazia, mentre lo è meno l’essere nazisti, o essere indagati per atti riconducibili a quelle posizioni, verso le quali abbiamo faticato a cogliere prese di posizione nette quanto quelle rivolte verso di noi.
Essere Sindaco, a nostro parere, comprende l’assumersi responsabilità anche nell’indicare direzioni precise che non possono stare nel "questo o quello per me pari sono", senza mai prendere una distanza
netta da alcuni fatti.
Il primo fatto fu la presenza di fascisti la sera dell’intitolazione della sala consigliare ad Angioletto Castiglioni (e furono gli antifascisti a doversene andare), per arrivare al silenzio colpevole sulla "questione Lattuada", cui vengono affidati anche ruoli di rappresentanza istituzionale (cfr il suo mandato sulla questione Elcon, coincidente – casualmente -con la presenza di Ardito Borgo al’interno di uno dei due comitati locali. E’ opportuno che questa persona rappresenti Busto? Quella della medaglia di bronzo alla Resistenza?).

A fronte di una preoccupante serie di atti di matrice nazifascista -cfr l’irruzione di pochi giorni addietro nelle scuole superiori di Roma, ci chiediamo "chi non sta facendo il proprio dovere" tra quanti si proclamano antifascisti?
Fatichiamo a comprendere un allineamento dell’antifascismo "di parata e di apparato" sul terreno di un rispetto sterile delle istituzioni, che si trasforma in complicità delle loro dismissioni dalle responsabilità politiche.

Come in questi giorni, era forse necessario un coro di sostegno quando in occasione della "pastasciuttata antifascista" del 25 luglio fu consegnata e rivendicata dai "camerati" una damigiana di vino ancora sotto indagine, alla presenza di oltre 200 persone presenti a ricordare i fratelli Cervi.
Il silenzio di allora è l’altra faccia della medaglia di alcune dichiarazioni così variegate di oggi:
quelle, ad esempio, del redivivo Antonello Corrado, che ricorda sempre di aver fatto parte del Comitato Antifascista, affermando di esserne padre fondatore e a cui chiediamo lumi però sulla sua storia politica che precede e soprattutto segue il Comitato Antifascista (ricordiamo che tolse dal programma elettorale di "Articolo 3"il tema dell’antifascismo perchè "fuori moda" e causa di perdita di consensi e – anche per questo- il Comitato si sganciò da un progetto che aveva contribuito a far nascere) e l’appartenenza a Rifondazione in modo da acclarare la usa "cristallinità" circa la sua matrice antifascista in modo che non si possano interpretare malevolmente né la sua storia politica istituzionale né le recenti affermazioni che lo vedono sempre molto allineato alla maggioranza del sindaco Farioli.
Quelle del Comitato Angioletto Castiglioni cui chiediamo, relativamente alle affermazioni che hanno espresso in merito ai fatti di domenica, coscienza per il nome che si sono dati avendo in comune una storia di vicinanza con il cittadino e partigiano, vittima nazifascista Angioletto Castiglioni;
Quelle dell’Anpi di Legnano, cui chiediamo di darci indicazioni su come si può dimostrare dissenso ad un Sindaco che viene a celebrare Venegoni e tiene nella sua maggioranza un consigliere con questioni
aperte in merito a celebrazioni del compleanno di Hitler.

Forse il modo di essere antifascisti del Comitato bustese può essere a volte chiassoso, scomodo, maleducato forse, ma è l’unico che riteniamo – a volte e quando serve – richiami l’attenzione, segnali la preoccupazione, è l’unico che vediamo, non riconoscendo in modi più "consoni" e a volte "convenienti" una chiara posizione antifascista.
E’ l’unico modo che possiamo praticare con i pochi mezzi a nostra disposizione (a volte solo la nostra voce e la nostra… schiena), consapevoli che tutto ciò che otteniamo o facciamo lo paghiamo fino in fondo in prima persona.

Comitato Antifascista di Busto Arsizio

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