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Antifascismo: De Gasperi non fu “tutto d’un pezzo”

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22 gennaio 2009

Egregio Direttore,

Nei giorni scorsi in occasione del suo novanrtesimo compleanno sono state pubblicate numerose interviste rilasciate dal sen. Andreotti. Ai giornalisti che gli chiedevano quale fosse la personalità politica, della storia d’Italia recente del nostro Paese, ritenuta più apprezzata e prestigiosa, egli ha risposto indicando il nome di De Gasperi e delineando i tratti di una figura luninosa, salda, tutta d’un pezzo.
Qualcosa però fa velo alla memoria di Andreotti. E non certo a causa dell’età avanzata. Poiché quei caratteri di linearità e intransigenza che lui evoca con enfasi nelle interviste prima richiamate non appartengono alla reale biografia politica di De Gasperi.

L’antifascismo di De Gasperi, per esempio, non fu sempre segnato da rigorosa volontà di oppposizione e combattimento. Non si puo’ dimenticare infatti che De Gasperi, insieme ad altri deputati popolari, subito dopo la Marcia su Roma del 1922, votò a favore del primo Governo Mussolini, votò a favore dei pieni poteri al “duce”, votò a favore della “legge Acerbo” che avrebbe dato la maggioranza dei due terzi in Parlamento alla lista che avesse conseguito anche un solo voto in più di ogni altra.
Ottenuto quel risultato, Mussolini sciolse le Camere, dove poteva raggiungere la maggioranza solo grazie all’apporto dei voti dei deputati liberali e popolari, e indisse nuove elezioni.

Brogli, illegalità, intimidazioni, violenze, che Matteotti denunciò a costo del sacrificio della vita, accompagnarono nel Paese quella giornata elettorale. Mussolini ne uscì vittorioso dei due terzi e incominciò così quel ventennio di dittatura e guerra, che rappresenta una grande macchia nera nella storia d’Italia.

Cordiali saluti

Maria Pellegatta - Federazione varesina del P.d.C.I.

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