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Antipasto, piatto forte e dessert

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22 novembre 2008

Egr. direttore,
lo confesso, mi piace cucinare, il tono culinario e scherzoso della lettera è dovuto a ciò.
Mi è sembrato simpatico non servire agli amici lettori il solito mattone serioso, ma un gradevole menù italico: antipasto, piatto forte e dessert.
L’antipasto all’italiana era costituito dalla razionalizzazione del pubblico impiego di Brunetta.
Il risotto con l’ossobuco era la modifica degli articoli 56 e 57. Il dessert la proposta di una proposta di legge di iniziativa popolare come da art. 71 (1)
Su Brunetta si è già detto tutto e troppo, spero solo che riesca a concludere qualcosa di utile.
A Caielli dico solo che concordo che il Senato sia uno spreco così com’è, ma è inutile attendere una riforma che avrà probabilmente tempi eterni. Gli ricordo che stiamo parlando di un miliardo all’anno, personalmente risparmiare un 40% all’anno non sarebbe male. Quanto alla Camera, vedo che concorda. Perché non portare avanti la cosa? Vale la pena anche per il solo art. 56.
Il sig. Musco, invece mi sorprende. Vuole confondere i tempi biblici della nostra politica con i tempi costituzionali(2).
Per la cronaca vorrei ricordare che in passato la riduzione dei parlamentari è stata bocciata con referendum perché messa in un minestrone di provvedimenti vari ed a volte discutibili. Ciò dimostra la volontà politica di non portare avanti alcun taglio. Capisco che sia umano il non voler mettere a repentaglio le proprie sinecure, ed è proprio per quello che propongo il taglio liscio, lasciando che il resto diventi una delle solite questioni.
Tutti concordano nel ritenere un Parlamento come il nostro troppo pesante per una nazione. Nessuno dei suoi membri però accetta l’idea di poterne restare fuori come un qualsiasi esubero.
A questo punto siamo proprio alla frutta, resta solo l’iniziativa popolare per vincere la ritrosia dei nostri ex rappresentanti ed ora signori. Anzi, forse neppure quella. Non vedo chi abbia la forza organizzativa sufficiente a raccogliere le firme, valide, sotto le poche righe che ci farebbero risparmiare un miliardo (di Euro).
Una volta avrei sperato in Pannella, ma ormai….Fra i partiti, ormai, non c’è molto da sperare. Hanno ben chiaro il bene dei loro adepti, e si limitano a declamare il bene nazionale. Forse si potrebbe sperare nel Senatur, nel senso che prima o poi si arrabbierà perche dovrà ammettere che il federalismo corre il grave rischio di essere scritto solo so carta igienica usata.
Sono effettivamente scoraggiato. Sembra che il muro di gomma dei partiti sia indistruttibile. Io però credo che sia necessario provare ad incrinarlo o almeno parlare. Prima o poi ci saranno altri “un cinquantamilionesimo di popolo votante”, disposti a vedere i bluff della politica, a non farsi infinocchiare dalla propaganda e, magari, a giudicare fatti e discorsi, non in base alla provenienza, ma solo per il loro effettivo significato.
Naturalmente, se qualcuno è capace di organizzare una raccolta di firme valide, io ci sono e scommetto che salterebbero fuori parecchi altri.
Con i miei migliori saluti

Note:
1) Art. 71.
L’iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge costituzionale.
Il popolo esercita l’iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.
2) Art. 138.
Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione.

Alberto Gelosia

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