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Arcore batte Roma, la ricchezza batte la povertà

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30 agosto 2011

Egregio Direttore,
Ormai questo governo ci ha abituati a veder mischiato il sacro (ossequi e regalie alla Chiesa) col profano (ragazzine allegre e bunga bunga), il pubblico col privato (Roma con Arcore o Palazzo Grazioli), tanto che nessuno più ci fa caso, nemmeno la stampa e il Presidente Napolitano. La confusione ormai regna sovrana, le decisioni più importanti vengono prese non più nelle sedi istituzionali ma nelle varie case private del premier, come in assemblee di condominio, dove il “binomio B.B.” può agire indisturbato lontano da occhi indiscreti, come se di cose private si trattasse che non dovrebbero interessare altri all’infuori di loro. In effetti è così, perchè vanno sempre e solo in un’unica direzione, quella enunciata fin da principio dal premier: NON METTERE LE MANI NELLE TASCHE DEGLI ITALIANI …. PIU’ RICCHI, dovrebbe aggiungere al suo arcinoto leit-motif !   Anche stavolta ARCORE BATTE ROMA, i ricconi se ne escono indisturbati (la annunciata supertassa “di solidarietà” per i redditi più alti è stata cancellata) ed il popolo bue resta, come sempre, cornuto e mazziato!   Alla barba della tanto sbandierata SOLIDARIETA’ SOCIALE (o SUSSIDIARIETA’ come preferiscono chiamarla), dei lavoratori onesti e pensionati che faticano a tirare a campare, gli unici chiamati a fare sacrifici per il bene … dei più ricchi! HOMO HOMINI LUPUS, vale sempre la “legge del menga” in questa nostra cristianissima società senza cuore e senza ritegno.   Mi scusi per lo sfogo, anche se qualcuno come il signor R.C. continuerà a criticarmi tacciandomi di “moralismo” come se fosse una cosa di cui vergognarsi. Si vergogni lui piuttosto, e tutti i suoi amici che operano solo per se stessi, chiusi nell’individualismo del loro egoismo: non è questione di partito, è questione di cuore!
Giovanni Dotti

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