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Arrampicarsi sugli specchi

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13 agosto 2011

Egregio Direttore.

Il signor Gelosia come suo antico e ormai abusato copione, cerca di attribuire il fallimento politico della attuale coalizione di governo, che ha sempre sostenuto, pur cercando come ora di farci credere che è critico e spirito libero, sia pure di ceppo destrorso. E sfida gli scriventi su questa rubrica a palesarsi rispetto all’evasione di 98 miliardi che i partiti di opposizione non hanno denunciato. Cosi facendo probabilmente vuol far leva su un’inesistente senso di colpa, oppure cerca di tirare dentro tutti nel calderone, non solo i partiti dell’opposizione, ma anche elettori o simpatizzanti, in qualche modo correi di non essersi ribellati, e quindi complici. Bene Sig Gelosia, io non mi nascondo. Le dico con molta chiarezza che farò eventuali riflessioni su questa vicenda solo quando Lei ne avrà fatte altrettante sui condoni, sulla corruzione, su tutte le leggi ad personam che ci sono state spacciate come utili al paese, sulle escort accompagnate dalle scorte ai bunga bunga party. L’esecutivo guidato da un paladino del liberismo, che ha negato in maniera puerile e sciocca l’esistenza di una crisi strutturale, che ha liquidato la corsa del paese verso il fallimento, con banalità degne del bar (non c’è crisi, i ristoranti sono pieni). Basterebbe la depenalizzazione del falso in bilancio per capire che si tratta di liberismo all’amatriciana. Il salvataggio della Gesap di Palermo che andava verso il fallimento, con il contributo della Lega Nord, il salvataggio del comune di Catania anch’esso feudo pdl e in bancarotta. Lei era talmente tanto impegnato a prendersela con Vendola e la spazzatura di Napoli, che queste vicende guarda caso non le ha mai citate. La responsabilità politica è da attribuirsi all’esecutivo, e se è il caso poi si faranno le critiche all’opposizione. Francamente i suoi equlibrismi dialettici su questa rubrica, con l’unica finalità di difendere il peggior governo della storia della Repubblica non mi danno fastidio. Non c’è nulla di male ad essere partigiani del Silvio. Gramsci odiava gli indifferenti. Lei non lo è: e schierato e quindi lo ammetta, invece di cercare di farci credere che è il primo fustigatore del disastro berlusconiano. Vada avanti Lei,che a me vien da ridere.

Cordiali saluti.

Mauro Icardi

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