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As in terra, in cielo e in ogni luogo

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22 novembre 2012

Caro direttore, estrapolo e riporto una chiara realtà:
“C’è una massiccia epidemia di avvelenamento da arsenico in Bangladesh, dove si stima che circa 57 milioni di persone bevano acqua da pozzi con concentrazioni di arsenico al di sopra dei limiti massimi di 50 parti per miliardo stabiliti dall’organizzazione mondiale per la sanità; tale arsenico è di origine naturale, e viene rilasciato dai sedimenti nelle acque di falda a causa delle condizioni anossiche del sottosuolo. Queste acque sotterranee hanno cominciato ad essere utilizzate dopo l’avvio da parte di organizzazioni non governative occidentali di un grande programma di pozzi per ricavare acqua potabile, in modo da evitare l’uso di acque di superficie contaminate da batteri, ma i test sull’acqua di falda per l’arsenico non vennero effettuati. Si pensa che molti altri paesi del sudest asiatico, come Vietnam, Cambogia e Tibet, abbiano ambienti geologici sotterranei tali da provocare la stessa alta concentrazione di arsenico nelle acque sotterranee. Seppure in percentuali molto inferiori anche in Europa le norme e le soluzioni per la riduzione di arsenico nell’acqua si rendono necessarie.”
A Viterbo per questo problema stanno distribuendo l’acqua in piazza mentre in zona Arcisate a seguito delle grandi opere stanno movimentando migliaia di t e metri cubi di terra in cui hanno riscontrato una presenza rilevante appunto di As e quindi ci vorrebbe più informazione trasparente e periodica, magari settimanalmente verificando le percentuali che potrebbero aumentare a seguito di “dilavamenti” prossimi, o trasformazioni con passaggio di stato, avendo “toccato il can che dormiva”, come risaputo vivamente sconsigliato e possibilmente da evitare.
“Se poi per caso”, nonostante i tentativi rassicuranti, un pozzo di approvvigionamento dovesse essere interessato dal fenomeno si interverrebbe subito e per tempo, chiudendo i rubinetti alla fonte scongiurando l’espansione, oltre che nelle reti idriche anche attraverso quelle fognarie, sperando che si possa arginare il pericolo di avvelenamento, non riducendoci come nel “4° mondo”.
Scusate l’allarmismo inevitabile, che però ormai è stato solo ritrasmesso, anche se gli addetti ai lavori hanno ben presente cosa meglio fare, essendo a rischio, o repentaglio, la vita di tutti; d’altronde è inutile pensare troppo bene, o ottimisticamente, ma bensì attenersi agli eventi con i mezzi a disposizione di previdenti non sprovveduti  e professionalmente competenti.
Buona giornata e cordiali saluti.

Valter Abele Zaccuri

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