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Attendo il peggio che deve ancora venire

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17 novembre 2012

 Caro Direttore,

siamo sull’orlo di una crisi di nervi. Lo si vede dal comportamento delle persone. La convivenza civile e il rispetto sono diventate chimere, naufragate da una società che ha saputo elevare il denaro a unico modello culturale e sociale (con buona pace delle festività religiose che sono assunte a modello show-business). Assisto a persone che sfogano le loro pulsioni, rabbia, nervosismo e aggressività in auto.

Assisto a manovre spericolate in auto. Nemmeno i piloti di formula uno azzardano tanto. Poi ovviamente quando succede la frittata era sempre un bravo ragazzo e giù tutti a piangere avvolti dalla coperta della mediocrità.

Assisto alla svendita della propria identità per un modello economico chiamato social network. La gente non vive più di rapporti umani ma di post di foto e commenti più o meno imbarazzanti ed inutili su delle macchine (server) che si trovano in qualche paese dal regime fiscale agevolato (a 10.000 km di lontananza).

Assisto alla comunicazione di massa. Un modello orgiastico di commenti, botta e risposta. Tutti parlano di tutto ma nessuno dice nulla, gli argomenti rimangono molto aleatori con un livello di approfondimento prossimo allo zero.

Assito a fiere del libro, saloni delle letteratura stracolmi di gente. Ma poi le librerie chiudono e nessuno legge più.

Assisto alla violazione della minima regola di rispetto e convivenza. Donne ossigenate, lampadate e tenute in piedi con il silicone che lasciano il loro Suv di marca koreana (quello tedesco costava troppo) nel parcheggio riservato alle persone diversamente abili. E se ne fregano.

Assisto ad auto con esposto tagliando dei diversamente abili ma guidate da 30enni abilissimi, che dopo aver parcheggiato nei posti riservati, scendono sgambettando a più non posso.

Assito all’auto della polizia municipale parcheggiata in sosta vietata. E se ne fregano.

Assisto alle nostre strade ridotte a letamaio pubblico. Sacchetti della differenziata buttati nel campo. Passeggini nei boschi, latte di vernice nei cespugli, un tv color nel campo e qualche inerte edile buttato qua e là.

Assito a moltissime parole sulla mobilità lenta e sulle alternative all’auto. Intanto non spunta una pista ciclabile che fosse una e le parole rimangono tali.

Assisto al lancio della bottiglietta d’acqua di plastica in diretta. Direttamente fuori dal finestrino, direttamente in mezzo alla strada. Gli animali sono ovunque e ne ho avuto la conferma.

Assisto alla svendita della propria terra e cultura per qualche centro commerciale che vende esattamente le stesse cose di quello aperto un anno prima.

Assito alla svendita dei propri valori, del proprio territorio in cambio di un TV piatto plasma o lcd che sia che costi 10 euro in meno. Vi rendete conto che si siete barattati la vostra terra, la vostra dignità e il vostro tempo per meno di 10 euro?

Gentile direttore,

Assisto alla degenerazione politica. Tutti accusano ma nessuno è disposto a rinunciare al proprio orticello di privilegi. Intanto i giovani pagano tutti i mali di una generazione di 50enni predoni, senza freno e senza vergogna che ora se la gode con i soldi in Svizzera.

Assisto a politici che prendono vitalizi da 6.000 euro/mese lamentarsi dicendo che è troppo poco. 

Assito alle aziende che chiudono ma che riaprono subito dopo all’estero con manodopera sottopagata. 

Assito alla trasformazione da paese produttivo a paese di venditori di tutto di più, ma sempre prodotto e importato dalla Cina.

Assisto ad una classe politica che invoca il rinnovamento ma alla fine vedo sempre le stesse facce.

Assisto alla guerra tra poveri sui treni. Treni ormai resi terra di nessuno. Dove il controllore si fa i fatti suoi in cabina di guida e a te tocca sorbirti il viaggio in piedi.

Assito al disfacimento di un paese. Assisto al degrado umano. E nessuno fa nulla. Come se aspettassimo il peggio, che deve ancora venire.

Felice Griffi - Tradate

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