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Attività produttive, primi 50 giorni positivi

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10 agosto 2011

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Riceviamo e pubblichiamo il commento dell’assessore alle Attività Produttive del Comune di Gallarate, Angelo Bruno Protasoni, che traccia un bilancio dopo i primi 50 giorni di amministrazione 

Giudico estremamente interessante e proficuo il primo ciclo di incontri dell’assessorato alle Attività Produttive con tutte le principali organizzazioni imprenditoriali che operano a Gallarate. 

Rispetto al programma che ci eravamo prefissi è mancata solo la riunione conclusiva con le confederazioni sindacali, rimandata per una difficoltà nel far coincidere le diverse agende di lavoro e i rispettivi impegni, ma recupereremo senz’altri nei primi giorni di settembre.  

Un ulteriore tassello, infine, sarà quello dell’incontro con il mondo cooperativo che potrà essere un partner molto utile nello sviluppo della nuova imprenditorialità, nell’espletamento di diversi servizi e nel superamento di problemi sociali oltre che economici, a partire da quello abitativo. 

Con alcune associazioni, così come con la Camera di Commercio, c’è già stata anche una seconda riunione di approfondimento durante la quale sono stati toccati i primi temi concreti e operativi a breve e medio termine. 

Non appena le diverse proposte entreranno nella fase attuativa ne daremo comunicazione.

Parallelamente agli incontri con le associazioni, l’assessorato ha iniziato ad affrontare i problemi specifici di particolari zone della città: la riapertura del parcheggio del Fare, la collocazione del mercatino settimanale di Arnate, le necessità del centro storico; la prossima riunione si terrà il 7 settembre e riguarderà gli operatori di via San Giovanni Bosco in risposta a una loro richiesta.   

In ogni caso mi sembra che il concetto sul quale noi abbiamo basato questi contatti, “non chiedetevi cosa il Comune possa fare per voi ma pensate a cosa voi potete fare per il Comune”, sia stato ben compreso e accettato dalla maggioranza degli interlocutori. 

Resta solo qualche piccola difficoltà con chi riteneva forse di poter avere un rapporto in qualche modo privilegiato e un po’ squilibrato con l’Ente Pubblico. Sono sicuro che, con un po’ di buona volontà da entrambe le parti e facendo leva soprattutto sugli associati più giovani e su quelli più desiderosi di collaborare, noi riusciremo presto a superare questa prima fase interlocutoria entrando al più presto in quella operativa.   

Noi siamo veramente convinti che l’Ente Pubblico locale, insieme alle sue aziende partecipate, possa imparare molto dalla esperienza di chi è in trincea ogni giorno sul fronte del lavoro: artigiani, commercianti, industriali, coltivatori (ce ne sono ancora a Gallarate) e persone impegnate nel mondo della cooperazione. 

Anche la nuova guida delle aziende ex municipalizzate, ora affidate alla conduzione di manager capaci, competenti e onesti, avrà un ruolo importante in questo nuovo modo di interpretare il Comune come partner nelle diverse iniziative per lo sviluppo della città. 

Ci vorrà tempo, naturalmente, per liberare il gruppo AMSC dal peso dei debiti derivanti da anni di cattiva gestione. Ma il risultato sarà quello di un gruppo di aziende pubbliche che ritornano veramente al servizio del cittadino: di chi vive e di chi produce a Gallarate. 

Con l’aiuto del mondo del lavoro, con le idee e con le proposte che già abbiamo ricevuto e che ancora riceveremo, noi potremo rimettere in moto un volano virtuoso per ridurre i costi dei servizi, per implementarne di nuovi, per operare con maggiore efficienza nei diversi settori. 

Ne beneficeranno tutti i cittadini e, per primi, proprio quelli che operano nelle attività produttive e commerciali.   

In questo modo noi potremo cercare di rimodellare la città nell’ottica di una maggiore capacità di attrazione per chi cerca spazi per fare impresa e per chi cerca un lavoro: il nostro obiettivo, da raggiungere nell’arco di cinque anni, è quello di una città più vivibile e in cui possano armonicamente coesistere i servizi alla persona e quelli all’impresa. 

Noi siamo convinti che questo sia un risultato che possiamo raggiungere nel tempo del nostro mandato. 

Così come siamo convinti di poter riuscire presto a confermare agli operatori economici l’immagine di una amministrazione pubblica che, a livello locale, si sforza per operare quotidianamente con l’obiettivo di agevolare il loro lavoro e non per complicarlo.  

Ovviamente, ogni nostro sforzo a livello locale sarà vano se non potremo contare su una situazione nazionale avviata verso il risanamento. Dopo anni di irresponsabile ottimismo di facciata e di provvedimenti legislativi “ad personam” anziché nell’interesse del Paese, noi oggi ci troviamo una situazione economica e debitoria che è gravemente deteriorata rispetto agli anni della timida ripresa che era stata promossa e attuata da Prodi e Padoa-Schioppa. Le stesse liberalizzazioni promosse dall’allora ministro Bersani sono state tutte, una ad una, cancellate.   

Adesso, purtroppo, i provvedimenti devono necessariamente essere molto più severi e molto più onerosi. Per questo motivo devono essere calibrati in modo che il peso che ne deriva sia equamente distribuito fra le diverse fasce sociali in considerazione delle differenti capacità contributive. Ed è chiaro che si tratta di iniziative che devono essere attuate immediatamente, perchè i provvedimenti si adottano, non si annunciano.  

Ovviamente, io non ho alcun titolo per dare indicazioni operative. Ciò nonostante, ritengo di dovere responsabilmente affrontare anche qualche critica esponendo il mio parere che, per altro, cerca solo di basarsi sul normale buon senso del comune cittadino.   

A mio avviso ci sono almeno cinque provvedimenti che sono indispensabili per affrontare i primi passi sulla via del risanamento. Provo ad elencarli. 

Al primo posto io credo che di debba porre, necessariamente, una imposta patrimoniale progressiva sui patrimoni medio alti, almeno a partire da quelli superiori al milione di euro: in una situazione di emergenza ciascuno deve fare la sua parte, a partire di chi ha maggiori disponibilità. 

Contemporaneamente, io ritengo che si debba attuare una adeguata tassazione delle rendite finanziarie, perché è assurdo che queste siano ancora oggi soggette ad aliquote che sono in gran parte inferiori a quelle da lavoro. 

Mi sembrano, questi, due provvedimenti non procrastinabili nell’attuale situazione, ancorché impopolari. 

La politica, nello stesso tempo, dovrebbe fare subito la sua parte con un taglio del 10% di tutti i suoi costi e quindi, innanzitutto, di tutti gli emolumenti senza eccezioni, a partire dalle indennità e somme corrisposte agli amministratori pubblici da comuni, regioni, Stato, enti pubblici e aziende partecipate. A Gallarate noi l’abbiamo immediatamente deciso, come nuova amministrazione, ma sembra che così non stia avvenendo dovunque.

Sulla stessa strada mi sembra poi assolutamente necessario un altro provvedimento, pur avversato da Lega e PdL e purtroppo anche dalla parte vecchia del Partito Democratico: mi riferisco alla eliminazione degli organismi politici di gestione delle province, inutile struttura burocratica che grava sulle tasche dei cittadini. In questo caso non ci troviamo di fronte ai necessari e giusti “costi della politica”: si tratta di spese inutili destinate solo a finanziare delle posizioni di piccolo potere locale. 

Infine, in conclusione, io mi permetterei di suggerire il ripristino, almeno, del livello minimo delle 40 ore settimanali per tutti gli orari di lavoro (anche quelli pubblici) con la sola eccezione di quelli usuranti e con l’abolizioni di tutti gli attuali privilegi in materia: penso che una corretta distribuzione dei carichi per il risanamento del Paese passi anche attraverso queste forme di normale parità di doveri nei confronti della collettività. Anche l’aumento della prestazione lavorativa negli enti pubblici può essere un aiuto nello sforzo comune per uscire dalla crisi.   

Io credo che una rinnovata unitarietà di intenti ai vari livelli, da quello locale a quello nazionale, con una corresponsabilizzazione dei cittadini insieme alle forze politiche, sociali ed economiche, sia oggi più che mai una strada obbligata per la nostra Repubblica.   

Angelo Bruno Protasoni - Assessore alle Attività Produttive del Comune di Gallarate

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