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Auschwitz, una profanazione sconvolgente

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18 dicembre 2009

E’ sconvolgente la notizia della profanazione del più grande cimitero del mondo che è Auschwitz. Questa mattina alle 07.10 vengo svegliato dal suono del telefonino.. “sms”. Arriva dalla Polonia.. Mi comunicano la tragica notizia del furto della scritta “Arbeit macht frei”. Non posso crederci! E’ impossibile! Sono appena tornato da quel luogo lunedì dopo aver accompagnato alcuni ospiti e mercoledì ne ho parlato in una scuola elementare a bambini di quinta… Proprio quella scritta ironica ed ingannevole voluta dai tedeschi e fatta dai prigionieri polacchi del campo provenienti da Wiśnicz tra gli anni 1940-1941; quell’iscrizione "Arbeit macht frei" (il lavoro rende liberi) uno dei simboli del campo, con la “b” di arbeit deliberatamente fatta al contrario dai poveri prigionieri come segno di disubbidienza e piccola rivalsa ora non c’è più! La felicità di aver tradotto in italiano il comunicato del museo di Auschwitz di ieri nel quale si diceva che la Germania ha stanziato 60 milioni di euro per la Fondazione Permanente di Auschwitz per la conservazione del campo si è trasformata in infinita tristezza per quanto accaduto. Ecco il comunicato o meglio le poche righe di oggi scritte del portavoce del Museo “E’ difficile descrivere ciò che è accaduto questa notte, se non pronunciando la parola "profanazione". Non è stato un semplice furto. Ringraziamo la polizia per il grande lavoro d’indagine che stanno conducendo, ringraziamo Avner Shalev e l’Istituto Yad Vashem per il sostegno, così come tutte le persone per le parole di sostegno che riceviamo. E’ davvero un giorno triste per tutti noi”. Le notizie che arrivano ora dalla Polonia sono poco incoraggianti, purtroppo nulla da questa mattina è cambiato. Ringraziando tutti quelli che leggeranno queste mie poche righe, chiudo con una frase di Primo Levi “TUTTI COLORO CHE DIMENTICANO IL LORO PASSATO, SONO CONDANNATI A RIVIVERLO".

Michele Andreola - ass. Amici di Cracovia

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