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Azione giovani, tra simbologie e strumentalismi

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15 ottobre 2007

Buongiorno Direttore,

scrivo in risposta al Sig. Luca P. e ai suoi chiarimenti sulle simbologie. Intanto lo ringrazio per i chiarimenti che ci ha dato, davvero senza nessuna ironia o polemica. Vorrei però chiedere al Sig. Luca di controllare ciò che gli altri scrivono prima di lamentarsi di non essere capito. Io ho CHIARAMENTE (almeno così mi pare) scritto lamentandomi di chi dice che i simobli come la croce celtica e quella bretone non sono simboli nazifascisti. Sarebbe come (per usare l’esempio del Sig. Luca) dire che il gatto nero non è stato usato (e quindi é diventato), un simbolo demoniaco o di stregoneria. Ho chiaramente detto a chi negava questa cosa di non nascondersi dietro a falsi moralismi. Questi simboli sono stati usati dai nazifascisti da sempre quindi dire che non è vero è ridicolo, ma soprattutto è credere che chi legge è ignorante per cui non sa, e gli si può raccontare ciò che si vuole. Io non ci sto, essere trattata da cretina proprio no! Sig. Luca non ho mai scritto che sono simboli nazisti, ho detto che sono stati utilizzati dai nazisti e che ormai ricordano loro. Spero sia chiaro ora cosa intendevo dire, ma soprattutto Sig. Luca, prima di muovere qualsiasi critica legga bene ciò che viene scritto. Spesso si eviterebbero malintesi inutili. Non crede?
Per quanto riguarda la manifestazione sono molto contenta che i ragazzi (di quale parte politica onestamente non mi interessa) manifestino, che facciano sentire la loro voce. Temo però che chi li indirizza al manifestare li strumentalizzi per interessi puramente politici, mentre dovrebbe farlo per far capire loro che è in ballo il loro futuro. Che gli esami a settembre ci sono sempre stati, che non sono un danno per loro, semmai sono l’opportunità per recuperare una materia. Che i debiti formativi li hanno solo impigriti e resi più ignoranti (e magari sono comodi anche per la classe insegnante?). Che uscendo dalle scuole più ignoranti, pur con il diploma o la laurea che sia, non troveranno facilmente lavoro, perchè c’è la crisi e il posto di lavoro, va o al meglio preparato o al meglio raccomandato. Quindi chi di loro non è raccomandato se vuole davvero “emergere” nella vita (qualsiasi lavoro si scelga) deve avere una buona preparazione alle spalle, altrimenti si affonda in fretta. Da che pulpito si chiederà qualcuno? Da chi lavorando per un settimanale che si occupa di lavoro, sa come funziona il mercato dello stesso, e facendo colloqui vede ragazzi sempre meno “istruiti”, ma più sicuri che nella vita non serva sapere, ma solo esserci. Non è così, ed è ora che la scuola e i genitori a questi ragazzi lo facciano capire, li sostengano nel modo più giusto. Loro sono il futuro, lo meritano.
Buona giornata a tutti

Laura

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